Anche Snoopy vittima dell’amianto. La vicenda Eternit, in un’opera di Eron. Arte, fumetti e attualità: immagine virale, all’indomani della discussa sentenza

Non è un buon momento per la giustizia italiana. Non dalla prospettiva dei cittadini, spettatori di una rapida sequenza di sentenze amare, digerite a fatica: prima l’assoluzione degli imputati nel processo Cucchi, poi quella degli scienziati della Commissione Grandi Rischi, accusati di aver fornito false rassicurazioni agli aquilani, subito prima della scossa fatale del 2009; […]

Eron, Eternit... Vita Eterna, 2007

Non è un buon momento per la giustizia italiana. Non dalla prospettiva dei cittadini, spettatori di una rapida sequenza di sentenze amare, digerite a fatica: prima l’assoluzione degli imputati nel processo Cucchi, poi quella degli scienziati della Commissione Grandi Rischi, accusati di aver fornito false rassicurazioni agli aquilani, subito prima della scossa fatale del 2009; e adesso l’assoluzione dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, salvato in Cassazione dopo una condanna a 18 anni per i morti di Casale Monferrato, uccisi dall’amianto degli stabilimenti Eternit. Mentre due nuovi decessi si aggiungono, proprio in queste ore, alla lunga lista delle vittime colpite da mesotelioma.
Storie complicate, i cui nodi si ingigantiscono tra i gangli di una macchina giudiziaria fallace, lentissima. Nessuno paga, nessuno capisce perché. Troppo spesso.
Di questo malessere partecipa, a suo modo, anche l’arte. Tantissime le opere, i progetti creativi, le iniziative culturali dedicate a L’Aquila, in questi anni. Con gli artisti in primo piano, nella battaglia per tenere accesi i riflettori su una ferita ancora aperta.
E a volte basta solo un’immagine, un segno, una piccola idea, a dare una forma al dissenso o a veicolare l’attenzione collettiva intorno a un tema. È il caso di una scultura di Eron, affermato artista riminese con un background street, che nel 2007 s’inventò questo Snoopy scheletrico, disteso come sempre sul tetto della sua mitica cuccia: un tetto  fatto d’amianto, però. Provocazione dal sapore pop, che saccheggia il mondo dei fumetti per denunciare l’orrore quotidiano esploso nel paese, con la vicenda Eternit. Il cadavere del saggio amico a quattro zampe di Linus & Co  è un giocattolo macabro, spiazzante, disturbante: una rappresentazione della morte sul filo dell’orrore e della leggerezza. Eternit… vita eterna è stata esposta per la prima volta nel 2011 alla Galleria d’Arte Contemporanea Villa Franceschi di Riccione e nel 2012 da Ecomondo. Adesso, nei giorni delle manifestazioni e delle polemiche successive alla sentenza, è tornata a viaggiare tra i social e i blog. Diventando virale.

 – Helga Marsala

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.