Amedeo Modigliani record a 70 milioni di dollari, Giacometti sopra i 100. A New York l’auction week inizia con l’asta più ricca di tutta la storia di Sotheby’s

Alla Impressionist and Modern Art Evening Sale che si è tenuta ieri a New York da Sotheby’s, a condurre i giochi e a far volare a 422 milioni di dollari la resa totale della serata – nuovo record per la storica casa d’aste inglese – sono state, come da previsioni, due notevoli sculture del XX […]

“Tête”, di Amedeo Modigliani, nuovo record per l'artista a oltre 70 milioni di dollari

Alla Impressionist and Modern Art Evening Sale che si è tenuta ieri a New York da Sotheby’s, a condurre i giochi e a far volare a 422 milioni di dollari la resa totale della serata – nuovo record per la storica casa d’aste inglese – sono state, come da previsioni, due notevoli sculture del XX secolo: una Tête di Amedeo Modigliani, datata al 1911-1912, ultimo esemplare di pregiata fattura ancora in mani private, e la Chariot di Alberto Giacometti del 1951-1952, anche questa unica versione bronzea dipinta a resistere fuori dal sistema museale. La prima è stata battuta per 70,7 milioni di dollari, a fronte dei 45 milioni della quotazione precedente all’asta e dei 52 milioni, per i quali, nel 2010 a Parigi, Christie’s aveva venduto una variante leggermente più piccola. La scultura di Giacometti, invece, è stata aggiudicata per quasi 101 milioni di dollari, rimanendo “appena” al di sotto della cifra da capogiro, 104,3 milioni di dollari, per cui nel 2010 Homme qui marche I fu portata a casa dalla miliardaria Lily Safra, stabilendo il record di allora per qualsiasi genere di opera d’arte. Nonostante ieri sia stata una serata centrata sulla scultura, tra gli oltre settanta lotti, anche una fine natura morta di Van Gogh del 1890, Nature morte, vase aux marguerites et coquelicots, ha avuto il suo momento di gloria, con un’aggiudicazione finale di 61,8 milioni di dollari a favore di un collezionista da Pechino, ovviamente.

– Marta Pettinau

 

 

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.