850 milioni di dollari, Christie’s regala a New York l’asta più ricca di sempre. Record per Twombly, de Kooning, Ruscha, Kippenberger, Doig, Cindy Sherman. E se poi scoppia la bolla?

Esultare ancora, o iniziare a preoccuparsi? La domanda, quando si sfondano soglie difficilmente immaginabili, sorge spontanea: e del resto è da un po’ che una fetta degli osservatori mette in allarme addetto e operatori del mercato dell’arte su una possibile bolla speculativa, che prima o poi potrebbe scoppiare con conseguenze non dissimili da quanto avvenuto […]

Esultare ancora, o iniziare a preoccuparsi? La domanda, quando si sfondano soglie difficilmente immaginabili, sorge spontanea: e del resto è da un po’ che una fetta degli osservatori mette in allarme addetto e operatori del mercato dell’arte su una possibile bolla speculativa, che prima o poi potrebbe scoppiare con conseguenze non dissimili da quanto avvenuto – per esempio – sul mercato finanziario, o sull’immobiliare. Ora però proviamo a esultare: perché da Christie’s a New York nella notte passata è andata in scena l’asta più ricca di sempre. Quella di Post-War and Contemporary Art, che ha superato gli 850 milioni di dollari di totale, contro i 600 di stima, e contro i 750 della precedente asta record. Nel complesso il 97% di venduto in valore, e il 94% per lotto.
E di record è stata piena, la serata: ben undici per singolo artista, quelli di Cy Twombly (quasi 70 milioni), di Ed Ruscha (oltre 30 milioni), Martin Kippenberger ($22,565,000), Peter Doig ($18,085,000), Arshile Gorky ($8,901,000), Georg Baselitz ($7,445,000), Yayoi Kusama ($7,109,000), Cindy Sherman ($6,773,000), Mark Tansey ($5,765,000), Sturtevant ($3,413,000), Seth Price ($785,000). Ma i primi due gradini del podio vanno all’eterno Andy Warhol, con due opere mai passate prima sul mercato: Triple Elvis (Ferus Type) del 1963, aggiudicato per $81,925,000, e Four Marlons del 1966, venduto a $69,605,000 (curiosamente, prezzo identico al Twombly record). Alla fine, i reporto parlano di tre opere vendute sopra i 50 milioni di dollari, 23 sopra i 10 milioni e ben 69 sopra il milione di dollari. “Il piacere dell’arte è diventato un esercizio universale del nostro tempo“, ha commentato Steven Murphy, CEO di Christie’s…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.