Vedere nel buio, ascoltando l’alba. A Ravenna la settima edizione del progetto Homunculus, fra laboratori, installazioni e letture pubbliche

Una conferenza, un laboratorio, un’installazione e tre letture pubbliche sul tema del vedere. Dal 17 al 26 ottobre torna a Ravenna, per il settimo anno consecutivo, il progetto Homunculus, a cura di TCP Tanti Cosi Progetti. Ideato dalla performer, coreografa e danzatrice Francesca Proia, insieme ad Alessandro Berti, Adele Cacciagrano, Italo Zuffi, Filippo Tappi e […]

Una conferenza, un laboratorio, un’installazione e tre letture pubbliche sul tema del vedere. Dal 17 al 26 ottobre torna a Ravenna, per il settimo anno consecutivo, il progetto Homunculus, a cura di TCP Tanti Cosi Progetti. Ideato dalla performer, coreografa e danzatrice Francesca Proia, insieme ad Alessandro Berti, Adele Cacciagrano, Italo Zuffi, Filippo Tappi e Stefano Bartolini, si sviluppa intorno ad un’idea, e a partire da questa ogni volta ricerca una modalità, sempre specifica, per coinvolgere artisti, ricercatori e pubblico. Come, ad esempio, le immersioni nel buio proposte da Filippo Tappi, o gli esercizi filosofici per gli occhi di Zuffi/Tappi/Bartolini, fino al trovarsi insieme ai testi di Ascolta un’alba, raccogliendo la propria attenzione attorno a variazioni di luce.
Il 18 e 19 gli artisti e ricercatori Italo Zuffi e Filippo Tappi presentano il laboratorio teorico-pratico Quando vedere, per ragionare il gesto della sosta e del suo campo visivo, e valutare i rudimenti di una tecnica; e, sempre il 18 e 19, al teatro Ardis Hall, l’installazione di Tappi Dilata interiora, una camera di immersione fruibile dalle 20 alle 22, con orario continuato. Infine, il 24, 25 e 26 ottobre, alle ore 21.00, ad Ardis Hall, saranno presentate le letture pubbliche Ascolta un’alba, un progetto ideato da Francesca Proia che così lo spiega:Ogni sera si ascolta un testo differente, mentre si assiste ad un passaggio di variazioni di luce che mima l’alba. Si tratta di testi, scritti appositamente, dove ciascuno prova a mettere a nudo la propria soggettiva percezione dello spirito, in qualunque forma lo si sia potuto incontrare”.

– Giuseppe Distefano

http://homunculus2014.tumblr.com/

 

 

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Giuseppe Distefano
Critico di teatro e di danza, fotogiornalista e photoeditor, fotografo di scena, ad ogni spettacolo coltiva la necessità di raccontare ciò a cui assiste, narrare ciò che accade in scena cercando di fornire il più possibile gli elementi per coinvolgere il lettore/spettatore. L'esperienza di scrittura critica è maturata sul campo, cominciando negli Anni Novanta, scrivendo per il quindicinale "Città Nuova", e successivamente collaborando col mensile di spettacolo "Primafila" con recensioni e interviste a personaggi della danza, del teatro e del cinema; quindi col settimanale culturale "Il nostro tempo" e il settimanale di attualità "Carta". Collabora con "Ilsole24ore.com", col magazine "Danza&Danza", con "Artribune.com", con "Sipario.it" e con "cittanuova.it". Ha partecipato a mostre fotografiche e pubblicato il libro fotografico "Il teatro di Emma Dante nelle foto di Giuseppe Distefano" (Infinito edizioni).