Un direttore unico per GAM e Castello di Rivoli. Torino insegue Roma e il Macro sulla via della direzione unitaria? Intanto di Superfondazione ancora non si parla

“Sarà la figura di un direttore unico, con il compito di guidare sia la GAM sia il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, a sperimentare la possibilità di far convivere l’attività delle due realtà museali, nell’ottica di una loro eventuale futura unione anche sotto il profilo amministrativo”. E ancora: “Il direttore avrà il compito di […]

Il Castello di Rivoli

Sarà la figura di un direttore unico, con il compito di guidare sia la GAM sia il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, a sperimentare la possibilità di far convivere l’attività delle due realtà museali, nell’ottica di una loro eventuale futura unione anche sotto il profilo amministrativo”. E ancora: “Il direttore avrà il compito di gestire con omogeneità entrambe le realtà museali, andando quindi a verificare sul campo la concreta realizzabilità di una fusione per incorporazione delle stesse nella Fondazione Torino Musei, come da progetto ipotizzato e in corso di valutazione. Se tale eventualità si dimostrasse perseguibile, il direttore unico ricoprirà il suo incarico nella nuova fondazione; diversamente, rimarrà direttore dei due enti andando a sottoscrivere due rapporti di lavoro”.
Con una breve nota stampa, si aggiunge un tassello alla saga infinita della cosiddetta Superfondazione torinese. La dichiarazione è rilasciata dal Consiglio di Amministrazione del Castello di Rivoli e va dunque “archiviata” in quanto tale. Certo la somiglianza con la gestione del caso Macro è piuttosto inquietante: una questione culturale trattata, da mesi o addirittura anni, con i mezzi di una politica che per lunghissimo tempo è stata perlomeno miope. Si vedrà nelle prossime ore se la GAM (leggasi Danilo Eccher) o la Fondazione Torino Musei (leggasi Patrizia Asproni) avranno da precisare qualcosa. O magari, e finalmente, qualche “decisore” politico in Comune e/o in Regione. Quel che dal nostro lato possiamo fare è sottolineare come per Artissima entrambe le istituzioni avranno un’accoppiata di mostre degne di tal nome: alla Gam Roy Lichtenstein e Cecily Brown, al Castello Sophie Calle e una collettiva sul disegno.