Torino, inaugurano Fondazione Sandretto e Museo Fico. Ora l’offerta museale è pronta per l’artweek che sta per iniziare. O è già iniziata?

Quest’anno va così. Va che i musei torinesi, “orfani” della Triennale e poi orfani di One Torino che, dopo appena un anno di circuitazione anche negli spazi istituzionali, si concentra a Palazzo Cavour con la già celebre Shit and Die curata da Maurizio Cattelan (e socie); insomma, va che i musei propongono un bouquet di […]

Quest’anno va così. Va che i musei torinesi, “orfani” della Triennale e poi orfani di One Torino che, dopo appena un anno di circuitazione anche negli spazi istituzionali, si concentra a Palazzo Cavour con la già celebre Shit and Die curata da Maurizio Cattelan (e socie); insomma, va che i musei propongono un bouquet di mostre di gran livello, ma inaugurando ben prima dei giorni caldi di Artissima. Un bene? Un male? Saranno i numeri a dirlo, ma la scelta non è certo un capriccio torinese: capita in molte altre città, dove le mostre di cui possono fruire i visitatori delle fiere sono fresche, anche se non proprio di giornata.
Ha iniziato la GAM addirittura un mese e mezzo fa con la doppietta Roy Lichtenstein (inaugurazione il 26 settembre) e Cecily Brown (aperta il 16 ottobre), con un vernissage doppio nel mezzo (l’8 ottobre con Felipe Aguila per il ciclo Vitrine e Gianni Colosimo per Surprise) e un altro ancora proprio oggi 30 ottobre, con Felice Casorati nell’ambito di Wunderkammer. Come se non bastasse, martedì 4 novembre l’appuntamento è alla Videoteca diretta da Elena Volpato con Giovanni Anselmo e Gilberto Zorio: talk alle 18.30, opere in visione fino a gennaio.
Torniamo alle inaugurazioni già avvenute: la Fondazione Merz ha optato per inizio ottobre con performance e mostra dei Masbedo, e pochi giorni dopo – era l’11 del mese – è arrivato il Castello di Rivoli con una doppia apertura: la personale di Sophie Calle e una bella collettiva di/sul disegno curata da Beatrice Merz e intitolata Intenzione manifesta.
Ieri 29 ottobre, gli ultimi tasselli fra i quartieri Barriera di Milano e Borgo San Paolo. Nel primo si trova il nuovissimo MEF – Museo Ettore Fico, che ha aperto le porte nella seconda metà di settembre con una grande mostra dedicata all’artista che dà il nome al museo stesso. Nella serata di ieri, si è assistito al primo passo di quella che sarà la programmazione “a regime” del museo, con artisti contemporanei a presentare produzioni recentissime e ad hoc. Da un lato, Alessandro Bulgini con una serie fotografica che documenta il lavoro ben più impegnativo e corposo che si trova(va) sui marciapiedi del quartiere: arte pubblica effimera in forma di mandala che sta “funzionando” come la Public Art sempre dovrebbe fare. D’altro canto, sparse fra le magnifiche sale del museo, le sculture del duo Alis/Filliol: opere sicuramente interessanti di per sé, ma che nella fattispecie svolgono anche la funzione di stimolo a percorrere in ogni suo anfratto il museo torinese.
A Borgo San Paolo, invece, dove prosegue la personale di David Ostrowski inaugurata a settembre, si aprivano altre due mostre: la collettiva Beware Wet Paint (con opere di una decina di giovani e trendissimi pittori capitanati dal fuori quota Christopher Wool e riuniti da Gregor Muir) e la personale, anch’essa pittorica, di Isa Genzken, che i più distratti ricorderanno almeno – in versione “scultorea” – per il Padiglione tedesco alla Biennale di Venezia del 2007.
Per non farsi mancare nulla, nella mattinata era stato presentato il programma di Contemporary, l’iniziativa che trova il suo culmine proprio a novembre e che raccoglie per l’appunto tutte le espressioni creative contemporanee a Torino e in regione. Ma l’inizio ufficiale del mese sarà il 1° novembre con l’accensione delle Luci d’Artista. Si arriverà già stanchi ad Artissima?

– Marco Enrico Giacomelli

 

 

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.