Pianeta Ruanda. Creatività e sviluppo made in Africa. Un approfondimento sul prossimo Artribune Magazine, tra arte, cinema, moda, impresa

Cicli e rivoluzioni storiche, tra cambiamenti lenti che ridefiniscono, senza sosta, lo scenario mondiale. Fiacco e stanco il Vecchio continente, divorato dalla crisi; in progressiva ascesa le potenze asiatiche, con la Cina in testa;  sempre zoppicante il continente africano, in molte aree afflitto da povertà, sottosviluppo, sfruttamento incontrollato, guerre intestine e dittature. Con alcune eccezioni […]

La fashion designer rwandese Suhaa Schmitz - photo, Timothy K

Cicli e rivoluzioni storiche, tra cambiamenti lenti che ridefiniscono, senza sosta, lo scenario mondiale. Fiacco e stanco il Vecchio continente, divorato dalla crisi; in progressiva ascesa le potenze asiatiche, con la Cina in testa;  sempre zoppicante il continente africano, in molte aree afflitto da povertà, sottosviluppo, sfruttamento incontrollato, guerre intestine e dittature. Con alcune eccezioni straordinarie, che testimoniano – con tutta la fatica e la sofferenza del caso – la possibilità di imprimere una svolta. Parliamo del Ruanda. Che vent’anni fa scivolava in una guerra civile spietata: 800mila morti, caduti nello scontro sanguinario tra le tribù degli Utu e del Tutsi. Un genocidio, di cui ancora poco si racconta e che non mosse interessi ed appetiti internazionali.
Oggi, la popolazione ruandese sta vivendo il suo riscatto, definendo formule e parametri di una significativa ascesa. Con un PIL che cresce a ritmi dell’8% all’anno e un forte piano di investimenti pubblici, il Ruanda – grazie al lavoro del Presidente Paul Kagame – punta a  trasformarsi in un Paese a reddito medio, abbassando le soglie di povertà e lavorando per l’unità nazionale.

Vita quotidina a Kigali, Rwanda
Vita quotidina a Kigali, Rwanda

E mentre la Capitale, Kigali, porta avanti un ambizioso progetto di riqualificazione urbana, nel segno della sostenibilità, prolificano start up di microimprenditoria, cresce il settore del fashion (grazie anche al sostegno di programmi internazionali, uno su tutti Ethical Fashion Initiative), l’industria del cinema ha iniziato a correre e non mancano gallerie, centri d’arte, locali, da cui passano giovani talenti con la voglia di affermarsi e costruire. Giovani artisti, stilisti, film maker, operatori culturali, con un passato doloroso impresso nella memoria e un futuro tutto da inventare, nel segno dello sviluppo e della creatività.
Di tutto questo parleremo, nel dettaglio, sul prossimo Artribune Magazine, atteso per Artissima. Due pagine dense, con un lungo reportage firmato da Lisa Chiari e Roberto Ruta, che racconta il Ruanda del presente e del futuro. Agguerrito, proiettato in avanti, in cerca di un’identità scolpita nella tradizione ma aperta ai mercati e i linguaggi di una contemporaneità globale.

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.