Perché l’Italia è l’unico paese a non aver nominato il proprio curatore per il padiglione nazionale alla Biennale di Venezia? Diteci la vostra, partecipando al nuovo sondaggio di Artribune

Si chiude un sondaggio, se ne apre un altro. Continuano i questionari di Artribune ai lettori più attenti, sollecitati ad esprimere la propria voce sui temi caldi del momento. E mentre Matera viene incoronata Capitale Europea della Cultura 2019 (per i nostri lettori – forse alcuni un po’ di parte – sarebbe stata Cagliari), si […]

Padiglione Italia
Padiglione Italia

Si chiude un sondaggio, se ne apre un altro. Continuano i questionari di Artribune ai lettori più attenti, sollecitati ad esprimere la propria voce sui temi caldi del momento. E mentre Matera viene incoronata Capitale Europea della Cultura 2019 (per i nostri lettori – forse alcuni un po’ di parte – sarebbe stata Cagliari), si apre come è giusto un nuovo sondaggio ponendo un altro annoso quesito. La domanda che tutti infatti ci stiamo ponendo attiene, come ormai purtroppo di routine ogni paio d’anni ci tocca fare, è: perché siamo l’unico Paese che ancora non ha nominato il curatore del padiglione nazionale alla Biennale di Venezia? In quanto Paese ospite non dovremmo essere in prima linea, o almeno fra i più puntuali e accurati? Stavolta ci interessiamo alle vostre sensazioni: vi troverete a votare fra una serie di risposte paradossali, come del resto paradossale è la situazione a cui si riferiscono. Diteci come vi fa sentire la questione. A voi, come sempre, l’ardua sentenza.

  • Giulio

    Il paese ospitante dovrebbe non averlo il padiglione nazionale. Per eleganza, come i presidenti delle assemblee che per fair play non votano.

    • mi dispiace non condivido, studiati la storia della biennale e capisci il suo senso, era nata come occasione di promozione delle eccellenze italiane poi si era aperta alle occasioni straniere… per cui non capisco perchè negare questa che ora è una delle poche (forse l’unica) occasione che l’arte italiana ha di farsi conoscere all’estero …

      • Giulio

        Falso problema. C’è sempre una una pattuglia di italiani nella mostra internazionale.
        Invece vedere un padiglione nazionale nella nazione che organizza l’evento a me pare sgradevole, poco elegante.
        Ma è solo un’opinione! Scusate se è controcorrente!

        • Sul serio una pattuglia??? mi fai un esempio sulle ultime biennali?

          • Giulio

            15 nella mostra di Gioni, 11 in quella di Curiger, 10 Birnbaum, 6 Storr.
            Risparmiami però l’elencazione, se non te li ricordi trovi i nomi sui cataloghi o sul web.
            Di cosa stiamo parlando?

          • E ti pare un pattuglione? hai visto quanti statunitensi ci sono? spiegami perché dovremmo dare più spazio a loro che a noi, su quali basi? la qualità? il mercato che li spinge?

            Non mi pare che avere un proprio Padiglione sia una cosa così negativa

            Pensando poi proprio alla struttura così differenziata dei Padiglioni, la Biennale è rimasta l’unica rassegna interessante, mentre tutte le altre non sono che mostre di grandi dimensioni sempre più uguali fra loro, penso che solo nella vera differenzazione si possa avere una visione reale dell’arte e trovare cose interessanti.

        • Personalmente preferisco la visione di Giulio.

          in direttore e curatore sceglie quello che ritiene opportuno.

          Il punto di vista da doganiere di doattime certo, da una capitale importante dell’arte come Cuneo, non mi pare particolarmente significativo per portare avanti un dibattito sulla Biennale di Venezia e il suo prossimo direttore.

          Sembra la riedizione della polemica antica perché esporre artisti Italiani invece che veneziani.

          Importante è scegliere artisti interessanti.

          • Giulio

            Grazie. Non è per fare l’esterofilo, ma non è una competizione sportiva per cui anche la nazione ospitante deve per forza partecipare con la sua squadra.
            E poi Doattime 15 artisti italiani su 154 (Gioni) e 11 su 78 (Curiger) di tutto il mondo (di tutto il mondo!) per un paese come l’Italia sono tanto, tantissimo. Può bastare.
            Ma ripeto: è solo un’opinione, scusate se è controcorrente!

          • Giulio condivido la tua ultima osservazione, non il resto, penso che il nostro paese ha un sacco di validi artisti che non sono sostenuti e che vengo facilmente sminuiti a favore di qualsiasi straniero, per cui vorrei maggiori occasioni per loro, la storia del curatore non mi convince molto perché ho sempre visto che son quasi sempre amici e raramente figure significative, poi questa moda del curatore sta arrivando al suo svuotamento, lo stesso Gioni facendo una scelta molto “particolare” ha confermato che l’evento che dovrebbe presentare l’innovazione è diventata una semplice mostra d’arte (anche ben strutturata in quel caso) ma nulla più… grazie comunque per il confronto d.o)

          • L’inizio del commento di doattime, mi ricorda quel calciatore che disse:
            Sono pienamente daccordo a metà con il mister.

            Banalmente vero, il nostro paese ha un sacco di validi artisti.
            A mio parere quelli bravi sono sostenuti e lavorano.

            Naturalmente non basta essere bravo. Come altre figure professionali quella dell’artista si è evoluta molto negli ultimi anni.
            Molti artisti stranieri hanno saputo cogliere meglio questa occasione di cambiamento.

            Spesso, semplicemente sono più bravi e intelligenti, organizzati, con maggiore cultura, precisi, e cosa importante quando si lavora in équipe , gentili e educati.

            Le doti minime per emergere, oltre l’essere bravi o avere un talento naturale.

            A mio parere nel mondo dell’arte non abbiamo bisogno di un leghismo italico, con slogan tipo: prima gli artisti italiani.

            Mi pare che in Italia ci siano molte occasioni, se ci sono delle idee per crearne di nuove, meglio; tutti amiamo le novità.

            A capo di un progetto si deve mettere qualcuno, solitamente un critico, evoluto in curatore.

            Mi chiedo quale alternativa, L’autogestione degli artisti?

            Aspettiamo con ansia da quella fucina instancabile di talenti che è Cuneo nascano nuove idee e modelli per il futuro.

  • Ruote telluriche

    Caro Giulio la cretinata che hai scritto non mi suona nuova e rispecchia bene il masochismo italico: tutti i paesi del mondo pompano i propri artisti mentre noi coglioni dovremmo starcene zitti e buoni ospitando tutte le cose (e molte schifezze) che arrivano dall’estero ,che chissá perchė ė sempre meglio.
    L’attuale governo tra annunci e cortine fumogene si trova tra le mani una situazione difficile e per affrontarla è disposto ad usare pure il gioco delle tre carte come stratagemma a buon mercato, quando le carte probabilmente sono solo due. Questo per dire che siamo più o meno nel caos e il ministero dei beni culturali non è esente dal clima.
    Il volenteroso premier si è affidato ,a detta di molti, a collaboratori non sempre all’altezza del ruolo . Non ho nulla contro Franceschini ma al ministero della cultura avrei visto meglio qualcuno più in tema piuttosto che un politico, ma speriamo che la buona volontá sopperisca.
    Però aggiungerei un’altra cosa : mettete i nei panni di questi qui o comunque nei panni del cittadino medio che si trova senza esperienza
    Ad affrontare l’affollato frammentato inestricabile e astruso mondicino dell’arte attuale italiana: non ci si capisce un… e in effetti è meglio l’arte el passato (non scherzo).

    • Ruote telluriche

      Inoltre i personaggi noti almeno un pò oltre la cerchia degli addetti ai lavori sono esauriti: Celant e Bonito Oliva da relegare finalmente nei loro rispettivi Plestoceni , Bonami bruciato e poco credibile, Gioni ha giá dato, Sgarbi e Beatrice uno confusionario e l’altro ingenuamente opportunista . Insomma per il cittadino medio non c’ė piú nessuno a meno che non si chiami anche qui la Bagargiev , ma per fortuna ci sono le leggi antitrust. :))
      Rimane una folta schiera di operatori ben poco super partes e molto azzeccagarbugli: chiamando uno di loro sarebbe difficile evitare una rimpatriata di amici di cordata. Con la scusa della “sensibilitá personale” avremmo le solite scelte arbitrarie legate alle proprie frequentazioni. Parlo pure per quel manipolo ristretto che è arrivato pure a ricevere qualche incarico istituzionale all’estero: la loro posizione li obbligherebbe ad adagiarsi sui soliti canoni e rapporti di una certa nomenklatura “internazzzionale”

      • Ruote Telluriche

        Peggio ancora chiamare qualche collezionista o qualche gallerista: se hanno l’ambizione di fare loro una selezione o sono dei megalomani o sono degli spudorati.
        Ricordando l’ultimo padiglione Italia di Pietromarchi , dato il livello degli artisti presenti in quell’occasione tanto vale fare una lotteria a caso perchè forse salterebbe fuori qualcosa di più intelligente e necessario ma forse dato il giovanilismo del governo forse ci troveremo con qualche liceale a dirigere la cernita e quindi un bel padiglione di goliardate adolescenziali magari con vari video fatti con il telefonino.

    • Giulio

      Caro Ruote Telluriche,
      cosa tipica dell’Italia di oggi è invece proprio confondere l’eleganza col masochismo.
      Guardati intorno.

      • ruote telluriche

        Si mi guardo attorno e vedo ben poca eleganza e tanto masochismo.
        ma un quale pianeta vivi Giulio?

  • Gianni Usai

    Visto lo share tv di ieri.. suggerirei la Barbara d’Urso come curatrice.. Independent, of course..

  • Già l’arte italiana annaspa, se ancora non cogliamo queste occasioni per promuoverla siam proprio alla frutta…

    Anni fà il pompato Harald Szeemann annullò il nostro padiglione, ma trovò un posto per sua moglie, ora è stata trovata una mediocre location, ma per fortuna che c’è, se non siamo nemmeno capaci a riempirla… siam proprio mal messi

    • Savino Marseglia

      Harold Szeemann, aveva le su buone ragioni per annullare il padiglione Italia! Ovviamente, a mio parere, la questione non è tanto abolire il Padiglione Italia, ma la stessa Biennale di Venezia che si è trasformata in un grande circo equestre, al chiuso e a all’aperto. A qualcuno non può piacere questa abolizione, ma visto gli interessi in campo se ne avverte proprio la necessità.

      • Manin

        se c’è arte ci sono interessi, la Biennale è forse l’unico evento decente che c’è in Italia, sai che giro di denaro c’è sulla città, era nata per questo scopo turistico-commerciale e funziona, sarai il solito disfattista di sinistra che preferisce morti di fame con le pippe che gente allegra che si diverte

  • luca rossi

    Io suggerisco Michele Dantini. Ma il problema sono gli artisti. Chiediamolo ai curatori di Terrazza, vere star che se possono vanno all’estero. La scena italiana è un deserto in questo momento. Invito a questo articolo:
    http://www.artribune.com/2013/06/il-padiglione-italia-di-oggi-e-di-domani-secondo-luca-rossi/

    • savino marseglia – artista

      Di fronte a tale desolazione, è logico che gli artisti italiani se ne vanno all’ estero. In questa Italietta comandata da “geni incompresi” comunque sia, possono rimanere i soliti noti che passano da un salone di bellezza all’altro, ma guarda un pò, il trucco è sempre uguale.

  • L.R.

    Hanno paura che Boresta incominci a rompergli le palle troppo presto e in molti hanno addirittura rinunciato per paura che il borest gli spunti sotto casa come un fungo e cominci a urlare, “vengo anch’io, vengo anch’io, vengo anch’io”, ed essere costretti inevitabilmente a rispondergli alla Enzo Jannacci: http://www.youtube.com/watch?v=8PUKEMXTT1U

  • M pare un falso problema nominare un curatore.
    Nessuna complessità particolare.

    La biennale è un luogo dove si deve agire e lavorare con decisione.
    In sei mesi si può svolgere un ottimo lavoro senza problemi.

    Di dubbio gusto il commento iniziale di doattime.

    • Beh si se pensiamo che prima aveva il Padiglione centrale ora siamo stati messi in fila con gli ultimi arrivati… non mi sembra proprio il luogo più enfatico…

      Dubbio gusto su che cosa, su HS, studiati un poco di storia dell’arte e capirai che il dubbio gusto e soprattutto certi finti atteggiamenti progressisti a volte sono peggio del libero mercato …

      • Lei confonde il Padiglione Italia che storicamente ha sempre ospitato un progetto curatoriale internazionale del direttore della Biennale, con il Padiglione Italiano, istituzione recente.

        Perché è un commento inutilmente fuori luogo.
        Su di una persona scomparsa che non può risponderle.

        Non ho bisogno di studiare o parlare per sentito dire come lei.

        Ho lavorato circa per dieci anni per la Biennale di Venezia, situazioni e persone le ho conosciute e vissute di persona sulla mia pelle, nel bene e nel male.

        • ????

          Il Padiglione Italia era parte del Padiglione Centrale, chiamato all’inizio Palazzo Pro Arte, annullato come Padiglione Italia nel 1999, ritorna con la rappresentanza nazionale nell’area dell’Arsenale, nella zona detta Tese delle Vergini, nel 2005 …

          • !!!!

            Bene anche a Cuneo si sanno fare i compitini a casa.

            Se vuole completare il lavoro, troviamo dei nomi interessanti da proporre come prossimo curatore per il padiglione Italiano.

          • ???

            sì a Cuneo facciamo i compiti,

            forse li facessero un poco tutti..

            via anche studiare, pensare quelle cose che oramai non fa’ più nessuno..

            siamo il baluardo della cultura … anche delle castagne, della nutella, del tombolo, del bue grasso, e di tante altre ovvietà (forse un poco come tanti altri banalissimi luoghi di questa palla chiamata terra..)

            Se vuole fare un bel giro qui ecco un poco di scatti, così scoprirà un luogo fantastico …

            http://cuneofotografie.blogspot.it/

            Troviamo???

            C’è gente ben pagato per far questo, con ampi interessi in gioco, guadagnino il loro pane …

            d.o))))))))))))))))

          • !!!

            Si, ma li fate male e controvoglia come i bambini viziati.

            Visto l’esordio iniziale, lo studio e la storia dei pettegolezzi e delle invidie, il sale della provincia Italiana.

            Esattamente quella banale provincia noiosa che in fondo pensa di meritarsi qualcosa di meglio.

            Va bene anche lo spot stile apt, tra l’olio di palma aromatizzato e slow food.

            Naturalmente se mi ospita volentieri, non è necessaria la banda di paese in piazza.

            Come sempre alla fine vince l’italico senso civico “se ne occupi chi di dovere”

            Gli interessi sono di tutti i cittadini di questo paese.

            Non solo di chi ci si guadagna sopra il pane, e di qualche furbo che gli vuole vendere la Nutella.

            Personalmente nominerei un curatore giovane, indipendente, preferibilmente straniero.

            Con un progetto dedicato agli artisti italiani under 35.

          • ????

            parli così perché tu abiti in centro paese…

            l’Italia è tutta una provincia, a volte anche dei semplici villaggi …

            d.o)))))))))))))

            il tema è comunque la Biennale, se pensi che il simpatico HS abbia dato dei contributi validi fammi sapere… a me non pare proprio, anzi penso che sia il solito stratega che ha cavalcato certi interessi e una certa finta idea di progresso… soprattutto economica ..

          • !!!!

            Non abito in centro al paese, per fortuna…

            Vivere in provincia è una cosa,
            Avere una mentalità provinciale è un altra cosa…

            Il tema non è la Biennale, ma la nomina del nuovo curatore del padiglione Italiano per la prossima edizione.

            Penso che HS abbia realizzato due tra le migliori Biennali di sempre.

            Io quel periodo ero lì, dei ricordi straordinari.

            Non so lei cosa facesse in quegli anni, oltre a vivere in quel paradiso terrestre che è Cuneo.

            Vede quello che conta, non è quello che penso io, ma il rispetto di una comunità artistica internazionale.

            Fatto che ritengo improbabile possa ottenere lei.

            Dare poi del lestofante siamo quasi vicini alla diffamazione, suvvia sia serio e pensi al presente,

          • infatti lei rispetta …

            a corto di argomenti ha dato il meglio…

            buona fortuna…

            d.o)

          • Vede io rispetto molto l’intelligenza.

            Mi piace l’ironia e la curiosità.

            HS aveva tutte queste doti, oltre a avere un energia incredibile, essere il primo curatore indipendente e un ottimo storico dell’arte contemporanea.

            A corto di argomenti mi sembra lei…

            Tutti i punti di vista vanno rispettati.

            Ad oggi non conosciamo gli effetti a lungo termine sulla critica vivendo a Cuneo e cibandosi di alcuni più o meno pregiati alimenti.
            Il suo può essere un caso isolato.

            Anche io mi auguro buona fortuna…

          • Romana

            Se avesse ironia avrebbe percepito lo spirito che doattime ha usato, poi su Szeemann è giunta l’ora di ripensare al suo atteggiamento più artistico che curatoriale, la storia della moglie invitata alla Biennale la sanno tutto, lei che ci ha lavorato dov’era?

          • Cara Romana, ho detto che mi piace, non di esserne il principe.

            Probabilmente limite mio non capisco la grandissima palestra di ironia che si produce a Cuneo.
            Forse da quelle parti dare del disonesto è una cosa normale.

            Vede tutto si può discutere, ripensare se lo desidera riscrivere.
            Tutte le opinioni vanno rispettate.
            Ripeto alla Biennale ne ho viste e sentite tante.

            Quello che contano, come per il prossimo curatore del Padiglione Italiano, saranno i risultati.

            Io di solito all’ingresso, lei dove si trovava?

          • Ciao Francesca

            su dai doattime non prendertela, sai benissimo che qui pur di aver un poco di visibilità si maltratta chiunque, ci sei ad Artissima?

          • Ciao Francesca, ok ci si vede lì, d.o)

          • Cara Ciao Francesca è il suo amichetto che cerca visibilità,

            Altrimenti non si capisce perché andare completamente fuori tema, e arrivare a insultare pesantemente persone scomparse.

            Comunque mai giudicare le persone dalle amicizie. Giuda ne aveva di irreprensibili.

            Ci vediamo tutti a artissima, Torino è una botta di vita per chi abita a Cuneo.

          • Arnold

            Lei ha detto che ha lavorato alla biennale per 10 anni
            ma non sa cosa c’era prima : ha ragione doattime , in passato
            La sezione italiana era al padiglione centrale.
            Non si tratta di fare i conpiti a casa ma di non scrivere su
            Di quello che non si sa.

          • Si certo.
            Come giustamente ha scritto l’Italia aveva una sezione, non un padiglione dedicato.
            il commento è riferito alla storia recente della Biennale di Venezia.

            Mi pare un ottimo consiglio, per tutti.

      • …ora siamo stati messi in fila con gli ultimi arrivati…

        Cina

  • Non lo so si tratta sicuramente di giochi di potere , chi deve scegliere gli artisti italia solamente il direttore e curatore della chermes Veneziana non incaricare chi che sia a gestire questa fase noi vogliamo anche artisti italiani che sappiano parlare in inglese si io ci credo Yes I beliver in the Mind , art critical by Roberto Scala