Paris Updates: strisciare sospesi a tre metri d’altezza nel Palais de Tokyo in una enorme scultura di scotch. Esperienza da non mancare a Parigi

È una delle tante mostre in importanti spazi pubblici durante la settimana di Fiac a Parigi. È anche una delle tante mostre ospitate del Palais de Tokyo, ma è l’unica mostra in città ad attivare il cosiddetto effetto wow. Insomma emozionare, coinvolgere, innescare interazioni e stupire mediante un’opera d’arte. Non è una novità (si pensi alle […]

È una delle tante mostre in importanti spazi pubblici durante la settimana di Fiac a Parigi. È anche una delle tante mostre ospitate del Palais de Tokyo, ma è l’unica mostra in città ad attivare il cosiddetto effetto wow. Insomma emozionare, coinvolgere, innescare interazioni e stupire mediante un’opera d’arte. Non è una novità (si pensi alle grandi installazioni nella Turbine Hall della Tate Modern di Londra). Neppure in Italia dove, ad esempio, spazi come l’Hangar Bicocca di Milano (con Tomàs Saraceno) e il Macro di Roma (con i fratelli Starn e con Toshiko Horiuchi MacAdam) hanno tentato, riuscendoci, di sedurre i propri visitatori attirandone di nuovi.
Il Palais de Tokyo ci prova in questi giorni con una grande installazione di Numen/For Use che in tutta la hall d’ingresso del centro di creazione contemporanea parigino propone un percorso sospeso (Tape Paris il titolo) a circa tre metri d’altezza, abitabile, percorribile (meglio se carponi) e realizzato tutto unicamente di scotch per trenta metri di lunghezza. I Numen/For Use non sono nuovi di queste pratiche e spesso realizzano grandi sculture abitabili, questa volta tuttavia, in uno spazio interno e assai popolato al di sotto, la riuscita è molto particolare. Per chi si trovi a Parigi per la settimana della fiera Fiac un passaggio dovrebbe essere tassativo, basta togliersi le scarpe e salire. Per tutti gli altri ci sono le nostre foto e il nostro video per rendersi conto di cosa stiamo parlando.

http://www.numen.eu

 

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  • pino Barillà

    Un’opera chiusa nel mezzo tecnico del singolo linguaggio non appartiene alla categoria della scultura… ma a quella della trovata e dei feticci.

    • Julian

      Eeeeeehhhh????