Paris Updates: fra Marais e Rive Gauche, tour fotografico per il gallery-going della Fiac week. Ottime proposte, da Laurent Grasso a Giovanni Anselmo

Come allenatori che mandano i migliori tennisti sulla terra del Roland Garros, durante la Fiac i galleristi parigini hanno presentato le teste di serie nei loro splendidi spazi permanenti. Alla qualità, l’eleganza e la solidità del Marais, la rive gauche ha risposto con la freschezza di nuove proposte, interessanti anche se dal futuro più incerto. Laurent Grasso (Mulhouse, 1972) […]

Come allenatori che mandano i migliori tennisti sulla terra del Roland Garros, durante la Fiac i galleristi parigini hanno presentato le teste di serie nei loro splendidi spazi permanenti. Alla qualità, l’eleganza e la solidità del Marais, la rive gauche ha risposto con la freschezza di nuove proposte, interessanti anche se dal futuro più incerto. Laurent Grasso (Mulhouse, 1972) fino al 31 ottobre, è alla Galerie Perrotin con Soleil Double, una mostra bellissima sull’ambiguità del reale. Tra dipinti di provenienza e datazione incerte, teche che contengono neon e pezzi di archeologia, video-animazioni e film, il francese cerca l’ombra, la spiegazione parallela, fantascientifica. Gli avvenimenti storici vengono riletti alla luce di una seconda stella, il Soleil Noir, un film di 11 minuti girato tra Pompei e a Stromboli.
Nelle sale di Yvon Lambert, Anna Gaskell (Des Moines, IA, 1969) e Douglas Gordon (Glasgow, 1966) firmano a quattro mani Vampyr. Protagonista è Svetlana Lunkina, prima ballerina del Bolshoi, fuggita dalla Russia per i veleni che respirava nel celebre corpo di ballo. Fotografie, video e lastre di metallo specchiante con ali d’angeli e cani rabbiosi puntellano una mostra “notturna” in cui si percepiscono amore e odio, violenza e seduzione. Fino al 6 dicembre, invece, atmosfera decisamente raffreddata da Chantal Crousel dove Seth Price (Gerusalemme, 1973) prosegue la sua ricerca sui pattern visivi di loghi dei gruppi mondiali della comunicazione stampati sulle loro buste commerciali. Nelle composizioni si confondono i livelli dell’immagine; il legno di un pannello sembra lo sfondo di un rebus, con una busta e una cartina muta, che fanno pensare a un rapporto a distanza che consuma i giorni. Marian Goodman e Almine Rech saltano questa generazione e mandano in campo, fino al 20 dicembre, i campioni “d’antan”, Giovanni Anselmo (Borgofranco d’Ivrea, 1934) e Richard Prince (New York, 1949). La prima allestisce un lavoro emblematico di uno dei protagonisti dell’Arte Povera con i suoi blocchi di granito; la seconda allinea sulle pareti opere su carta e tela dell’americano noto per la sua attenzione alla società della comunicazione di massa. Fotografie trovate su riviste, pubblicità e giornali di donne nude sono la base su cui disegna e dipinge nuovi arti deformati, vagamente picassiani, di una tonalità grigiastra, livida.
Dall’altra parte della rive gauche, Kamel Mennour dedica uno dei suoi due spazi a una nuova installazione di Petrit Halilaj (Kosterrc, Kossovo, 1986) visitabile fino al 22 novembre. Anche in questo caso sembra di entrare in un sogno dove le sensazioni visive, uditive e olfattive sono potenziate. Un cavallo di argilla con una lunga sciarpa bianca è ritto sulle zampe in una pozza rosa confetto, al centro di un bosco spoglio. Rappresenta la memoria di un avo dell’artista, un notabile di un villaggio rurale che era in grado di dirimere i conflitti. Qualche metro più in là, Gaudel de Stampa ospita Jonathan Binet (Saint Priest, 1984) con le sue tele bianche, sporche e a rovescio, tagliate e vandalizzate in più punti. Il gallery-going potrebbe certamente continuare con tappe in altri spazi e in altre zone… Quest’anno le proposte erano davvero numerose e di ottimo livello. Parigi vs Londra: 1 – 1?

– Antonella Crippa

 

 

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Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Ha una formazione come storica dell’arte: ha frequentato la facoltà di Conservazione dei beni culturali a Viterbo e la Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta). Successivamente, ha intrapreso l’attività di esperta di arte moderna e contemporanea, lavorando anche come valutatrice di progetti europei. Da otto anni è responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale è anche membro del consiglio di amministrazione. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.