Non solo ViennaFair 2014, c’è anche Parallel a movimentare la capitale austriaca, ecco immagini e video. Una fiera più agile, più anarchica, più spontanea. E un pubblico che le somiglia

C’è chi invece della linea 2 della U-Bahn viennese, quella che porta diritta alla ViennaFair, preferisce prendere la 3, scendere alla fermata Schlachthausgasse, e fare ancora trecento metri a piedi. Il motivo è semplice: al palazzo della ex dogana, stile anni sessanta e diciassette piani fitti ex uffici, è in corso Parallel. Lo dice il […]

C’è chi invece della linea 2 della U-Bahn viennese, quella che porta diritta alla ViennaFair, preferisce prendere la 3, scendere alla fermata Schlachthausgasse, e fare ancora trecento metri a piedi. Il motivo è semplice: al palazzo della ex dogana, stile anni sessanta e diciassette piani fitti ex uffici, è in corso Parallel. Lo dice il nome stesso, si volge in un tempo parallelo all’altra, la ViennaFair, ma questa è una fiera un po’ meno convenzionale delle solite. Anzi parecchio meno convenzionale. Immaginate 300 artisti, giovani artisti, naturalmente, di provenienza europea che occupano circa 130 stanze distribuite tra il pianterreno e i primi quattro piani di questo edificio in disarmo.

Solo una cinquantina le gallerie intervenute ad allestire un proprio spazio, ma non in maniera rigida. Per il resto, la gestione se la sono organizzata gli artisti, sia singolarmente che organizzati in collettivi. Do-it-Yourself (DIY) è la formula dichiarata. Non è la prima edizione di Parallel, ma il cambio di sede ha giovato anche alla sua maturazione artistica. Il pubblico dell’arte c’è e si muove gomito a gomito, conversa e sorride, spesso ironizza pure, ma non importa, la “festa” è riuscita dal primo all’ultimo istante.

– Franco Veremondi

www.parallelvienna.com

 

 

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.