Milano scopre il suo Bosco Verticale: fotogallery dei grattacieli firmati Stefano Boeri tra Porta Nuova e l’Isola. In corsa per l’Highrise Award

È facile si tratti dell’unico obiettivo fissato per il 2015 che Milano riuscirà a centrare senza intoppi, e benché con Expo non abbia nulla a che vedere vale comunque la pena di coccolarselo come illusione di una città, e per estensione di un Paese, che riesce ancora a creare qualcosa di buono. Procede per passi […]

È facile si tratti dell’unico obiettivo fissato per il 2015 che Milano riuscirà a centrare senza intoppi, e benché con Expo non abbia nulla a che vedere vale comunque la pena di coccolarselo come illusione di una città, e per estensione di un Paese, che riesce ancora a creare qualcosa di buono. Procede per passi il completamento del maxi progetto di riqualificazione dell’area di Porta Nuova firmato dal gruppo Hines: dopo l’apertura dell’UniCredit Tower e di piazza Gae Aulenti, dopo lo svelamento del complesso delle varesine, tocca alla coppia di grattacieli firmati da Stefano Boeri entrare ufficialmente nella vita della città.
Ultimo sopralluogo (nella fotogallery tutte le immagini) prima della consegna degli appartamenti infilati nei 27 piani di una delle due torri considerate esempio di equilibrio tra urbanizzazione e sostenibilità ambientale. Grazie alle circa ventimila piante (ottocento gli alberi ad alto fusto) che ne popolano gli ampi terrazzi, quantità di verde che copre nel complesso una superficie di due ettari e che vale ai palazzi il romantico e sufficientemente ruffiano nome di Bosco Verticale; e grazie agli accorgimenti tecnologici che ne fanno un modello di compatibilità che piace. Anche all’estero, se è vero che Boeri è prossimo ad esportare l’idea in Cina; e se è vero che il prossimo 19 novembre la sua creatura si giocherà insieme agli altri tre progetti finalisti l’edizione 2014 dell’International Highrise Award, premio biennale che il Museo di Architettura di Francoforte assegna ai grattacieli più interessanti e innovativi del mondo. Un riconoscimento toccato, nelle passate edizioni, alla Torre Agbar firmata da Jean Nouvel per Barcellona, alla sede del Ministero dell’Educazione dell’Aia dello studio Kohn Pedersen Fox; al quartier generale della Hearst a New York, creatura di Norman Foster; e allo 1 Bligh Street di Sidney, firmato dallo studio Architectus.

– Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.