Milano, muore a 73 anni Salvatore Ala. Storico e brillante gallerista, portò in Italia Keith Haring e Anselm Kiefer, promuovendo l’Arte Povera oltreconfine

L’Italia perde oggi una figura di riferimento per il sistema dell’arte degli ultimi quarant’anni. Un gallerista della vecchia scuola, tra quelli che hanno sostenuto l’arte italiana in patria e all’estero, portando al contempo importanti nomi internazionali in Italia. Muore oggi, dopo una breve malattia, Salvatore Ala, 73 anni, originario di Paceco, provincia di Trapani, milanese […]

Milano 1984, Salvatore Ala, Keith Haring e Tony Shafrazi

L’Italia perde oggi una figura di riferimento per il sistema dell’arte degli ultimi quarant’anni. Un gallerista della vecchia scuola, tra quelli che hanno sostenuto l’arte italiana in patria e all’estero, portando al contempo importanti nomi internazionali in Italia. Muore oggi, dopo una breve malattia, Salvatore Ala, 73 anni, originario di Paceco, provincia di Trapani, milanese d’adozione.
Negli anni Sessanta aveva già avuto contatti con i maestri dell’epoca, da Lucio Fontana a Enrico Castellani e Alberto Burri. Nel 1974 l’apertura della prima galleria, a Milano, e l’inizio di un percorso con gli artisti dell’Arte Povera, che Ala volle portare nel capoluogo lombardo: ne vennero una serie di mostre con i nomi più rappresentativi di quegli anni, tra cui Boetti, Kounellis, Penonem Paolini, Calzolari, Fabro, Anselmo, Zorio, Merz. Nel ’79 iniziò una lunga avventura oltreoceano, con l’apertura di una ede a New York, la Salvatore Ala Gallery, diretta da Caroline Ala, maturando esperienze con artisti straordinari, da Joel Shapiro a Robert Wilson, da Rebecca Horn a Frank Stella, da Andy Warhol  a Mark Rothko. Un lavoro colto, preziosissimo, che contribuì a dare linfa al circuito italiano dell’arte, portando le più grandi novità internazionali al pubblico, alla critica, ai collezionisti, proprio mentre gli artisti italiani conquistavano i mercati ed i musei all’estero.
La stessa sensibilità per lo scouting, lo stesso coraggio e a sessa voglia di creare connessioni strategiche, lo portarono negli anni Ottanta a interessarsi di street art, sostenendo in particolare il lavoro di Keith Haring, a cui organizzò nel 1984 la prima personale a Milano.
Un altro grande passaggio, nella carriera di gallerista, fu quello condiviso con Anselm Kiefer: nel 1981 Salvatore Ala, dimostrando ancora una volta lungimiranza, intelligenza e passione, ospitò la rima mostra in Italia dell’artista tedesco (ancora prima delle collettive da Lucio Amelio o Christian Stein), a un anno dalla sua partecipazione alla Biennale di Venezia.
L’avventura newyorchese di Ala durò fino al 1995. Due anni dopo, lasciata la sede di via Mameli, a Milano, si spostò a Brera, in via Monte di Pietà, col nome di Galleria Salvatore + Caroline Ala.
Nel 2011 l’archivio delle sue gallerie, in cui sono custoditi cinquant’anni di attività, è stato posto sotto tutela dalla soprintendenza archivistica della Lombardia: una raccolta  dall’alto valore documentario, messa a disposizione degli studiosi.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Roberto Pace

    La foto del chelsea hotel raffigura un omonimo di salvatore Ala. per favore rimuovetela!

  • Monica

    Non è vero che lo spazio in Brera è stato aperto fino ad oggi :-(

  • angelov

    La galleria di via Mameli era uno spazio imperdibile nella Milano di quell’epoca; è stata in qualche modo rimpiazzata, per un breve periodo di tempo, dalla fondazione Prada, quando era sita in via Spartaco, che ne seguì lo stile. Dopo di loro, a Milano,… il diluvio.
    RIP Salvatore

  • Arnaldo Romani Brizzi

    Lucio Melio, o forse Lucio Amelio?

    • Helga Marsala

      ovviamente lucio amelio, un errore di battitura o del correttore word. grazie.

  • Se ne vanno sempre i migliori, non posso crederci un emblema dell’arte contemporanea siciliano di nascita e newyorchese di adozione a presto condoglianze con rispetto R. Scala

  • Stanislao remogli

    Non pagava gli artisti con cui lavorava. Famoso anche per quello