Milano Design Film Festival, ecco gli highlights della seconda edizione del rassegna cinematografica dedicata esclusivamente al mondo del design e dell’architettura

Tutto è partito da una giusta intuizione, come ha raccontato Silvia Robertazzi, una delle due curatrici della manifestazione con Antonella Dedini, ad Artribune. Accorgersi che all’estero esistono già iniziative simili con un buon seguito di pubblico e che proprio a Milano, patria del design, mancava completamente un’attenzione al formato audiovisivo di settore, è stato il […]

MDFF - Ettore Sottsass - Design Interview

Tutto è partito da una giusta intuizione, come ha raccontato Silvia Robertazzi, una delle due curatrici della manifestazione con Antonella Dedini, ad Artribune. Accorgersi che all’estero esistono già iniziative simili con un buon seguito di pubblico e che proprio a Milano, patria del design, mancava completamente un’attenzione al formato audiovisivo di settore, è stato il campanello di allarme che ha fatto scattare le due curatrici. Non è stato semplice, per la coppia Robertazzi Dedini, creare dal nulla una kermesse che, dopo solo un’edizione, ha conquistato il pubblico di addetti al settore non. Per questo ci si aspetta tanto da questa seconda puntata che, oltre ad avere quasi triplicato il numero delle pellicole proiettate, e cambiato sede, ha arricchito il programma con workshop e dibattiti tra i protagonisti del design.
Ma il Milano Design Film Festival non si è ampliato solo in numeri e in varietà di offerta: quest’anno infatti vanta un’artista come Letizia Cariello in qualità di guest curator tra lo staff. Il cinema Anteo vedrà in questi quattro giorni un numeroso via vai di semplici spettatori e di designer: la manifestazione infatti non solo è completamente gratuita, ma conferirà anche agli iscritti all’Albo degli Architetti due, dei tanto ambiti, crediti formativi. Non rimane che l’imbarazzo della scelta nel selezionare le pellicole da non farsi scappare, i workshop da seguire e soprattutto le occasioni di incontro a cui partecipare. Ed è proprio ad iniziative come il MDFF che ci si rende conto quanto Milano funga ancora da fulcro del design.

– Valia Barriello

www.milanodesignfilmfestival.com

 

 

 

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.