Maurizio Cattelan curatore e “normalizzato”? Su Artribune Magazine in arrivo l’intervista in cui racconta la mostra torinese Shit and Die

“La mostra è pensata come un racconto per immagini. Abbiamo scelto lavori che rispondevano o arricchivano le questioni trovate a Torino: il suo passato di città industriale ormai in declino, la fascinazione per il collezionismo, il feticismo per gli oggetti, insieme al lavoro di artisti torinesi e produzioni ad hoc, commissionate ad artisti che rispondessero […]

Maurizio Cattelan fa il
Maurizio Cattelan fa il "Cattelan" con Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

La mostra è pensata come un racconto per immagini. Abbiamo scelto lavori che rispondevano o arricchivano le questioni trovate a Torino: il suo passato di città industriale ormai in declino, la fascinazione per il collezionismo, il feticismo per gli oggetti, insieme al lavoro di artisti torinesi e produzioni ad hoc, commissionate ad artisti che rispondessero a questo contesto”. Ve la aspettereste, una risposta così “normale”, da qualcuno che ha fatto di eclettismo e imprevedibilità le proprie cifre identificative, e per certi versi anche le chiavi del proprio successo? E invece sono questi i toni con cui Maurizio Cattelan risponde alle domande della nostra Ginevra Bria, nell’intervista che troverete a brevissimo su Artribune Magazine numero 22, distribuito in anteprima ad Artissima e subito dopo sui canali abituali. Oggetto? Il progetto One Torino, ovviamente, che per il secondo anno affianca la fiera torinese, quest’anno nelle sale di Palazzo Cavour, con la mostra dal titolo Shit and Die curata appunto da Cattelan, assieme a Myriam Ben Salah e Marta Papini. “Manufatti presi in prestito dal Museo Lombroso e da Casa Mollino fanno l’occhiolino alle produzioni di giovani artisti, mentre la Contessa di Castiglione si contende la scena con Rita Pavone e Alba Parietti”, rivela ancora il Maurizio nazionale. Casa Mollino, peraltro, in grande evidenza nell’art week torinese, visto che è anche oggetto del nuovo film di Yuri Ancarani prodotto da SkyArte. Altri highlights? Qualche nome della cinquantina d’artisti presenti? Non vogliamo certo rovinarvi la sorpresa, ancora qualche giorno e leggerete tutto sulla rivista…

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