Louvre, Versailles e Musée d’Orsay aperti sette giorni su sette? Il governo francese ci prova, ma i sindacati si preparano a salire sulle barricate

Musei aperti 7 giorni su 7. Come in tutti i paesi civili del mondo, dove viene prima l’interesse di chi si sposta per venirli a visitare, rispetto a intoccabili giorni di riposo che oggi come oggi fanno sorridere. Sempre aperto, come – per esempio – la National Gallery o British Museum a Londra, o il […]

Musée du Louvre, Parigi 2013 - © Antoine Mongodin

Musei aperti 7 giorni su 7. Come in tutti i paesi civili del mondo, dove viene prima l’interesse di chi si sposta per venirli a visitare, rispetto a intoccabili giorni di riposo che oggi come oggi fanno sorridere. Sempre aperto, come – per esempio – la National Gallery o British Museum a Londra, o il MoMA a New York. Ora si cambia: ma dove, in Italia? No no, tranquilli, in Italia il lunedì resta ancora saldamente sbarrato: chiusi a Firenze Uffizi e Gallerie dell’Accademia, chiusa a Milano la Pinacoteca di Brera, chiuso a Roma Palazzo Barberini, sempre per fare qualche esempio. Il dibattito su questi temi è comunque aperto, a livello europeo, e il ministro Franceschini appare per ora aperto a provvedimenti innovativi.
Chi ci prova, a invertire la tendenza, è la Francia. Louvre, Reggia di Versailles e Musée d’Orsay – i tre musei più visitati del Paese, anzi il Louvre del mondo – aperti anche il lunedì, recita la proposta del Governo. Una misura che dovrebbe entrare in vigore tra il 2015 e il 2017, con i maggiori introiti che secondo le prime proiezioni saranno suoperiori dell’aggravio dei costi. Ma i problemi, nel secondo paese più sindacalizzato dopo l’Italia, potrebbe appunto arrivare dal confronto con le parti sociali: i sindacati hanno già espresso riserve sull’annuncio, deprecando “l’idea di ottenere la massima quantità di denaro possibile, senza preoccuparsi delle condizioni di visita del museo”. Ma qualche difficoltà potrebbe presentarsi anche a livello pratico, sostengono altre sigle sindacali: quando si faranno le pulizie? Di notte? Questione fondata, ma evidentemente risolvibile, e risolta dai tanti musei full open. “Vi costerà di più perché si dovranno pagare gli straordinari notturni…”, sottolineano comunque i sindacati.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.