London Updates: a Frieze debutta la performance. Ecco i video delle azioni disseminate per la fiera, da James Lee Byars a Ei Arakawa

Per la prima volta nella storia di Frieze, un progetto di live performance è stato quest’anno integrato nel programma, con esibizioni durante il normale svolgersi della fiera. Inserendosi in un trend che negli ultimi anni sta riscuotendo molto successo, sancito anche dall’ultima edizione di Art Basel. Nelle mappe distribuite agli info point le azioni sono […]

Per la prima volta nella storia di Frieze, un progetto di live performance è stato quest’anno integrato nel programma, con esibizioni durante il normale svolgersi della fiera. Inserendosi in un trend che negli ultimi anni sta riscuotendo molto successo, sancito anche dall’ultima edizione di Art Basel. Nelle mappe distribuite agli info point le azioni sono evidenziate con un colore forsorescente: ognuna possiede un concetto preciso e messo in scena quasi meticolosicamente. La prima dell’artista Sophia Al Maria, che si domanda tramite un video montaggio: cosa è l’arte? Che cosa trasmette? Sophia ci fa riflettere sul mondo ovattato e superficiale dell’arte che talvolta non riesce a trasmettere un significato profondo. Si passa poi a Rodeo, dove in un ambiente ricreato tramite l’assemblaggio di oggetti raccolti durante vacanze estive, l’artista Tamara Henderson mette in scena appunto l’opera intitolata Resorting. Durante tutta la durata di Frieze allo stand della Green Tea Gallery sarà servita ogni giorno una zuppa gratis: proviene dalle erbe e radici estratte a Fukushima, la città giapponese sede della più grande stazione nucleare. Ei Arakawa spiega che l’esibizione mette in luce l’ambiguità dei media nella nostra società. Incitando la folla a seguire una visione più arbitraria del modo di pensare. La zuppa è sicura o no? Allo spettatore decidere.
Si passa poi all’opera promossa dalla Galerie Jocelyn Wolff di Parigi, che porta a Frieze l’artista tedesco Franz Erhard Walther e la sua performance È il corpo che decide. Il concetto si rifà alle installazioni di Yves Klein e Piero Manzoni, e pone la figura umana su un asse convesso: istruiti attori si muovono lungo quest’asse esplorando lo spazio che delinea. Procedendo si incontra il duo berlinese Adam Linder for Silberkruppe Berlin, con la suggestiva Sound of art, mentre James Lee Byars rimette in scena Ten in a Hat, la performance fatta a settembre al MoMA di New York, animata da individui strettamente legati l’uno all’altro tramite un pezzo di stoffa.

– Daniela Amolini

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Daniela Amolini
Nel 2011 si sposta da Brescia a Londra per studiare il Master Integrato in Critica della Moda e dell’Arte all’University of the Arts. Nonostante gli studi, collabora attivamente per gli italiani Frizzifrizzi e Vogue e i britannici Rough Magazine e Lomography. La sua creatività e voglia di sperimentare e mettersi in gioco trova nei musei e nelle esposizioni artistiche un perfetto campo di lavoro: dal 2012 collabora con la Brick Lane Gallery come curatrice. Il suo pallino fisso è la relazione tra fine art e moda.