La Cappella Sistina affittata alla Porsche. Concerto privato sotto gli affreschi michelangioleschi solo per venti fortunati: che pagano migliaia di euro per i progetti di beneficienza di Papa Francesco

Un concerto privato dell’Accademia di Santa Cecilia da seguire dentro la Cappella Sistina, sotto la volta affrescata da Michelangelo. E a seguire una cena servita fra le sale dei Musei Vaticani, ancora con le opere del Buonarroti, e di Raffaello, a fare da quinta scenografica. Un sogno? Non per i soci del Porsche Travel Club, […]

La Cappella Sistina

Un concerto privato dell’Accademia di Santa Cecilia da seguire dentro la Cappella Sistina, sotto la volta affrescata da Michelangelo. E a seguire una cena servita fra le sale dei Musei Vaticani, ancora con le opere del Buonarroti, e di Raffaello, a fare da quinta scenografica. Un sogno? Non per i soci del Porsche Travel Club, i quali, partecipando al tour di cinque giorni organizzato dalla casa madre fra Roma e il Lazio – costo circa 5mila euro – possono godere di tali esclusivissimi benefits.
È infatti la prima volta che la Cappella Sistina viene ceduta in affitto per un evento non Vaticano: e rientra nelle politiche di Papa Francesco, fa sapere Monsignor Nicolini, direttore amministrativo dei Musei Vaticani, favorevole ad accogliere richieste di grandi aziende pur di raccogliere fondi da destinare in attività di beneficenza. Ed i fondi arrivano dai fortunati partecipanti al tour: due gruppi di soli venti partecipanti – il secondo tour si conclude il 21 ottobre – ai quali viene riservata anche una visita guidata ai Musei Vaticani al di fuori dell’orario ufficiale di apertura.
Una prassi, quella di raccogliere fondi grazie a locazioni ad aziende private, ormai decisamente integrata negli standard di gestione museale più moderni: ampiamente diffusa – per esempio – in area anglosassone e USA, dal Metropolitan al Guggenheim di New York. E un approccio in linea con quello che il ministro Franceschini pare voler imporre anche dalle nostre parti: auspicabile, dando ovviamente per scontato che il tutto rispetti inderogabilmente le norme di sicurezza e conservazione necessarie. C’è solo da auspicare che la prossima volta Porsche scelga – per esempio – musei statali come la Galleria Borghese, o Palazzo Barberini…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • angelov

    Si era sempre temuto che i Cosacchi potessero venire ad abbeverare i loro cavalli alla fontana di piazza San Pietro, ma ecco ora che le Porsche lo hanno fatto con molta più elegante disinvoltura…