Immagini dalla prima serata di RoBot Festival. A Bologna una cinque giorni multimediale ed elettronica. A partire dagli albori dell’elektro russa…

Tutto cominciò nel lontano 1919, nel pieno della guerra civile russa, quando l’ingegnere Lev Sergeevič Theremin costruì il primo strumento musicale elettronico della storia, destinato a cambiare il corso della musica occidentale. Successivamente la musica elettronica russa seguirà il suo corso autonomo in pieno stile sovietico, fatto di tecnologia a basso costo e intrighi spionistici. […]

Tutto cominciò nel lontano 1919, nel pieno della guerra civile russa, quando l’ingegnere Lev Sergeevič Theremin costruì il primo strumento musicale elettronico della storia, destinato a cambiare il corso della musica occidentale. Successivamente la musica elettronica russa seguirà il suo corso autonomo in pieno stile sovietico, fatto di tecnologia a basso costo e intrighi spionistici. Questo è quello che raccontano Elena Tikhonova e Dominik Spritzendorfer in Elektro Moskva, film proiettato nel Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo, a Bologna, per la prima serata del RoBot Festival.
Sempre la stessa sala ha visto poi l’esibizione del duo tedesco Burnt Friedman, musicista di elettronica dub e sperimentale, e Jaki Liebezeit, batterista e fondatore dei Can, in un’esibizione che ha visto un dialogo strutturato e ipnotizzante tra le incalzanti e ossessive percussioni di Liebezeit e le effimere ed evanescenti sonorità elettroniche di Friedman.
Nella Sala Atti, i Quiet Ensamble, con il progetto Enlightment, hanno abbagliato visivamente e acusticamente il pubblico: fari, lampade e neon, con i loro groviglio di cavi elettrici, hanno occupato interamente lo spazio scenico, in una complessa sincronia con i travolgenti e potentissimi effetti sonori. Il duo composto da Fabio Di Salvo e Bernardo Vercelli ha creato uno spettacolo di fortissimo impatto sensoriale utilizzando i due elementi più effimeri della natura: suono e luce. A chiudere la serata il dj britannico Roly Porter, col suo “violento” progetto musicale intriso di sonorità industrial, atmosfere dubstep e squarci di musique concrète. Ecco un po’ di immagini…

– Felice Moramarco