Il Museo Reina Sofía avrà una nuova filiale a Santander. Un nuovo successo per il capoluogo della Cantabria, che inaugurerà a breve il Centro Botin progettato da Renzo Piano

120mila documenti e 3mila opere, focalizzate sulla storia dell’arte del XX secolo in Europa, America Latina e Stati Uniti. Dal Futurismo al Costruttivismo, Dadaismo, Surrealismo, fino alla nascita dell’Arte Concettuale e della Land Art. Con un’ampia sezione sull’arte latino-americana. È su queste basi che appoggia il primo progetto di ramificazione del Museo Reina Sofía di […]

L'edificio del Banco de España a Santander, futura sede del Reina Sofía

120mila documenti e 3mila opere, focalizzate sulla storia dell’arte del XX secolo in Europa, America Latina e Stati Uniti. Dal Futurismo al Costruttivismo, Dadaismo, Surrealismo, fino alla nascita dell’Arte Concettuale e della Land Art. Con un’ampia sezione sull’arte latino-americana. È su queste basi che appoggia il primo progetto di ramificazione del Museo Reina Sofía di Madrid: non orientato verso lidi lontani o esotici, come per Louvre o Guggenheim, per fare qualche esempio, ma entro i confini nazionali. Verso quella Santander, capoluogo della Cantabria, che già con il futuro ormai prossimo Centro Botin progettato da Renzo Piano ha scelto di dire la propria con forza in ambito artistico.
L’operazione assumerà quindi maggiori dimensioni e credibilità con il nuovo Reina Sofia: che ospiterà l’Archivio Lafuente, una preziosa collezione assemblata dall’industriale José María Lafuente, avendo come sede l’edificio della Banca di Spagna di Santander, di proprietà del governo regionale. L’accordo preliminare prevede l’utilizzo della location per 10 anni, con opzione di acquisto dopo tale periodo per un importo che sarà fissato fin dall’inizio e gestito dal Ministero della Cultura. Il costo finale dell’operazione, il nome esatto del centro o la data di apertura sono ancora in sospeso. Il patto prevede però la condizione che la collezione non lasci la città in cui è stata custodita fin dalla sua nascita nel 2002.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.