Halloween con Maurizio Cattelan: a Torino spuntano macabri vessilli su Palazzo Cavour. Dove si sta ultimando l’allestimento della mostra curata dall’artista per Artissima

Torino, corso Cavour angolo via Lagrange. Succede qualcosa sul balcone dell’elegante palazzo al civico numero 8. Qualcuno si sporge, la gente si ferma con il naso all’insù: ci si dà di gomito, c’è chi si preoccupa, altri fanno spallucce con aplomb sabaudo e riprendono lo struscio del primo pomeriggio. Alle ringhiere un’asta in metallo, poi […]

Torino, corso Cavour angolo via Lagrange. Succede qualcosa sul balcone dell’elegante palazzo al civico numero 8. Qualcuno si sporge, la gente si ferma con il naso all’insù: ci si dà di gomito, c’è chi si preoccupa, altri fanno spallucce con aplomb sabaudo e riprendono lo struscio del primo pomeriggio. Alle ringhiere un’asta in metallo, poi un’altra; infine una terza e una quarta: reggono vessilli neri che con inquietudine piratesca ricordano a caratteri bianchi, in italiano e inglese, che Ieri un uomo è stato decapitato. Dove? Perché? Di chi si tratta? Merchandising di cattivo gusto per una festa di Halloween? O c’è dell’altro? C’è Maurizio Cattelan, c’è il suo zampino: le bandiere sono il biglietto da visita dell’attesissima Shit & Die, la mostra powered by Artissima curata dall’artista insieme a Marta Papini e Myriam Ben-Salah, al via il prossimo 5 novembre.
E su cui si sa poco per non dire niente. Il messaggio funebre non lascia presagire niente di soft, ma considerata la fascinazione di Cattelan per il tema della morte è difficile immaginare che per la sua prova come curatore vada a pescare tra le ballerine di Degas. Cosa bolle in pentola? I rumors della vigilia parlano di un lavoro molto forte sull’identità della città, con omaggi a figure come quelle di Aldo Mondino e Carlo Mollino, quest’ultimo celebrato anche da Sèance, nuovo video realizzato da Yuri Ancarani con la complicità di Sky Arte, presentato in anteprima il prossimo lunedì 3 novembre proprio nella casa museo dell’eccentrico designer. Basta così? Per il momento sì. Ma non è detto che da qui al giorno dell’opening non si riesca a scoprire qualcosa di più…

– Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.