• Alessandro

    Progetto fighetto e alla moda (di dieci anni fa). È un espediente già ritrito, già ampiamente sperimentato in altre istituzioni culturali di medesimo rango, un po’ narcisistico e di certo non longevo.
    Il liquido, il mutevole, l’adattabile e l’anti-autoriale che smentiscono se stessi. Veramente non ce n’era bisogno.

  • Per prima cosa al progetto devono partecipare gli artisti , poi utilizzare Photoshop o gimp cosa da ragazzi atri programmi danno ottimi effetti puoi fare 5000 variati , dal colore, alla forma ,alla dimensione della x , per me l’idea deve essere originale e partire unicamente dalla mente di un artista , io so come la farei ma non ve lo dico , perché potete copiarmi l’idea . nota critica dell’artista Roberto Scala

  • lois_design

    Trovo che si tratti solo di una bella immagine, una illustrazione che potrà adattarsi a simbolo, ma se vogliamo parlare di logo credo siamo lontano anni luce da quelle che sono le regole della grafica. A prescindere da chi lo ha prodotto, appare come una realizzazione artistica che peró non segue le famose regole del marchio (deve essere leggibile in ogni citcostanza, si deve adattare ad ogni formato, non deve mutare di leggibilità in riproduzioni in b/n…)
    Sinceramente mi sembra la solita boutade ‘permessa’ e giustificata solo perchè chi è stato ingaggiato “è lo studio più importante….”
    Ma poi nell’essenza è vuoto e forse in questo aderisce alla realtà dello spazio che rappresenterà.

  • laura tansini

    orendo … ma che d’è maxxi? un prodotto da lanciare? non capisco …

  • Guest
  • Elisa

    A mio avviso non è un logo. Siamo tornati indietro! Il font è quello utilizzato dal comune di Roma, mentre il museo dovrebbe rappresentare l’Italia. Poco leggibile e di difficile applicazione. Inoltre lo trovo tetro e fascista (ottima per una copertina sull’olocausto!). Non rende giustizia ne all’architettura del museo e ne al suo contenuto. Un gran peccato!!!! Mi chiedo solo il perchè di questa scelta.

  • Andrea

    l’articolo dice il giusto: è come i “famigerati Italia.it e Magic Italy”.

  • Lupo

    Ma di quale anteprima parlate? Non vi siete accorti che basta andare sul sito per vederlo già?

  • daniela

    penso che Inarea ha fatto asso pigliatutto almeno a Roma, perché è l’agenzia che ha quasi il monopolio su tutta la grafica della capitale

  • Anna

    Il vecchio logo (sempre che questo si possa considerare tale) funzionava molto meglio. Perché fanno passi indietro invece che in avanti?

  • angelov

    Si tende a far di tutte l’erbe un fascio,
    (forse per via di certi trascorsi storici)
    onde per cui la grafica
    è l’equivalente della pittura
    ed il design della scultura,
    ma dopo aver negato una identità
    a questi stessi termini di paragone;
    a ognuno le sue regole,
    ma il Logo di un museo
    che vuole contenerle tutte
    non dovrebbe essere banale
    come per calzature o bibite,
    a meno che le suddette (calzature o bibite)
    faccian parte di certe istallazioni,
    ah beh allora…

  • Giacomo

    forse negli anni 90 facevano design… lavorano solo perchè hanno agganci sia a destra che sinistra. fateci caso, la maggior parte dei clienti sono aziende del pubblico o aziende partecipate…

  • Giacomo

    e aggiungo, ricordate lo scandalo del logo del PD?!

  • giorgio

    Loghi tristissimi e banali. Sarebbero queste le proposte migliori? Come si dice nella capitale, ma che davero?

  • Anna Marchese

    Direi che va bene per una scatola di condom (anni ’90). L’ennesima triste simbolica conferma dell’aridità Italiana

  • Pingback: MaXXI l’immagine non coordinata | Virologia dei Media()

  • Elena

    Vergognoso e inapplicabile.

  • Elena

    Vergognoso e inapplicabile.