Eataly, gastronomia da museo. È la Mole Antonelliana di Torino l’ultimo successo di Oscar Farinetti, che assieme a Caffè Vergnano entra nella caffetteria del Museo del Cinema

  Eataly sembra vivere un momento di particolare feeling con i musei. Dopo aver dedicato al Rinascimento un percorso museale all’interno del punto vendita di Firenze, e dopo il progetto di sbarcare con un mega store nel complesso di Santa Maria della Scala a Siena, ora a Torino conquista il Museo Nazionale del Cinema, all’interno […]

La Mole Antonelliana

 

Eataly sembra vivere un momento di particolare feeling con i musei. Dopo aver dedicato al Rinascimento un percorso museale all’interno del punto vendita di Firenze, e dopo il progetto di sbarcare con un mega store nel complesso di Santa Maria della Scala a Siena, ora a Torino conquista il Museo Nazionale del Cinema, all’interno della Mole Antonelliana. E stavolta il progetto è già una realtà, che si inaugura lunedì 6 ottobre: caffetteria, ristorante e area degustazione vini, assieme alla celebre firma del caffè piemontese Vergnano.
Eataly incontra caffè Vergnano alla Mole Antonelliana: è questo il titolo dell’iniziativa, messa a segno in quel Piemonte che ha dato i natali alla creatura di Oscar Farinetti, per dare nuovo lustro alla caffetteria del popolare museo – che sarà accessibile anche al pubblico non pagante – in spazi completamente riprogettati dall’architetto Roberto Ferrero, designer degli oltre settanta Coffee Shop 1882 Vergnano aperti nel mondo.
Un passo avanti sul fronte dei servizi aggiuntivi che in una struttura simile diventa importante anche a livello economico, visto che si parla di 600mila accessi l’anno. Ma che si inserisce nell’alveo di un’enorme vulnus italiano nei servizi aggiuntivi, specie di ristorazione: in quel comparto dei musei che proprio recentemente ha visto l’incepparsi di una grande gara pubblica che doveva dotare tantissimi spazi statali (da Palazzo Barberini agli Uffizi) di una ristorazione all’altezza e che invece si è arenato.

www.museocinema.it

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.