Come il Louvre, c’è solo il Magi ’900. Il piccolo museo privato di Pieve di Cento apre una sede in Cina, nell’importante città industriale di Guangzhou, ecco le immagini

E chi l’ha detto che i musei italiani non seguono i grandi big internazionali, da tempo impegnati ad aprire nuove sedi o filiali in realtà lontane e con culture – e anche economie – molto dinaliche? Non accade – ma non è neanche all’ordine del giorno, chissà perché – con grandi musei che avrebbero sicuramente […]

E chi l’ha detto che i musei italiani non seguono i grandi big internazionali, da tempo impegnati ad aprire nuove sedi o filiali in realtà lontane e con culture – e anche economie – molto dinaliche? Non accade – ma non è neanche all’ordine del giorno, chissà perché – con grandi musei che avrebbero sicuramente storia, patrimonio e prestigio per farlo con successo: lo fa il Louvre, potrebbero almeno pensarci gli Uffizi, per esempio. E fare un passo in questo senso ci pensa ora una piccola realtà come il Magi ’900 di Pieve di Cento, Museo d’arte delle generazioni italiane, nato da un’idea dell’imprenditore Giulio Bargellini e caratterizzato da una suddivisione “generazionale” delle opere esposte.
Proprio dalla collaborazione tra Bargellini e l’imprenditrice Zhan Yujuan, dopo un anno e mezzo di progetti condivisi, nasce ora in Cina il Guangzhou MAGI culture development, grande spazio espositivo situato nel cuore di una delle città industriali più importanti dell’Asia, ideato per divenire un importante polo di promozione e diffusione dell’arte italiana e internazionale. Si tratta del primo caso di gemellaggio tra un museo privato italiano e un museo privato in Cina, che gode del patrocinio del Mibac, della soprintendenza ai Beni Artistici, della Regione Emilia Romagna, e del National Museum of Art di Guangdong. Programmi? L’inaugurazione risale alle scorse settimane, ci sarà tempo per strutturarli: intanto, vediamo una fotogallery dell’opening…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.