Cesare Pietroiusti, l’arte come meccanismo non funzionale. Ai Martedì Critici tocca di nuovo ad un artista. Negli spazi del MAXXI B.A.S.E.

Tornano gli artisti, sul palco romano dei Martedì Critici, nella prima edizione al MAXXI. Dopo un gallerista e un architetto, è la volta di uno tra gli esponenti più brillanti della pratica performativa e relazionale, tra sperimentazione linguistica e riflessione concettuale. Cesare Pietroiusti, nato a Roma nel 1955, è uno di quegli artisti destinati a […]

Cesare Pietroiusti

Tornano gli artisti, sul palco romano dei Martedì Critici, nella prima edizione al MAXXI. Dopo un gallerista e un architetto, è la volta di uno tra gli esponenti più brillanti della pratica performativa e relazionale, tra sperimentazione linguistica e riflessione concettuale. Cesare Pietroiusti, nato a Roma nel 1955, è uno di quegli artisti destinati a dividere. Fatto intrinsecamente positivo. E se il supporto della critica non è certo mancato, ad un artista stimatissimo in Patria e oltreconfine, l’elemento spiazzante della sua ricerca c’è e si vede. Con tutto lo scetticismo che – a volte, per qualcuno – ne deriva.
Pietroiusti azzera, definitivamente, il discorso sulla rappresentazione, sull’arte come oggetto ed icona; si dichiara iconoclasta (persino quando è narratore) e punta tutto sull’analisi non convenzionale dei comportamenti altrui: l’arte non è che un’occasione, uno stimolo, la possibilità di un’invenzione laterale, con cui testare pensieri non detti e reazioni impreviste, utili a capire chi siamo. Oltre le convezioni, oltre l’ordinario. Le dinamiche del consumo, insieme a quelle che regolano i rapporti di priorità, di potere e di valore, sono da anni al centro della sua ricerca.

Cesare Pietroiusti
Cesare Pietroiusti

La sua dimensione per eccellenza è quella dell’immateriale: sottrae e capovolge immagini, cose e relazioni consuete, restituendo micro eventi paradossali, inattesi, fuori posto. Apparentemente insensati. Perché il senso è tutto nella misura del disorientamento e nella qualità della risposta. Si raccoglie quello che germina tra le pieghe del linguaggio e tra gli spazi obliqui della vita reale: le tracce secondarie, le azioni senza scopo, i fallimenti e gli automatismi, le scorie del rimosso.
Che sia il proprio limite psicologico a essere messo alla prova, oppure quello degli spettatori, la questione non cambia: si rinuncia allo spettacolo, per offrire il brivido freddo di un avvenimento inessenziale. E vennero una lista di Pensieri non funzionali (1997), istruzioni per azioni assurde, da suggerire a qualunque volontario; una compravendite di banconote, scambiate con lo sguardo – resistente – dell’acquirente; il racconto ossessivo, in soggettiva, di spazi vuoti in cui farsi confinare; la distribuzione gratuita di migliaia di suoi disegni originali, firmati e sottratti al valore di mercato; la trasfigurazione irrimediabile di banconote, impietosamente defunzionalizzate, persino ingoiate. L’arte si perde e si ritrova in questo spazio inedito. Dei gesti, delle provocazioni, delle gerarchie sbagliate, degli accadimenti inattesi.
L’appuntamento è per martedì 7 ottobre, al MAXXI B.A.S.E., ore 18, insieme ad Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti. Puntualità raccomandata, anche per non perdersi, in apertura, la presentazione del progetto di crowdfunding Innamorati della cultura: nuova strategia di ricerca fondi avviata dai Martedì Critici, che ha bisogno del supporto di tutti. Piccolo, ma sentito.

–      Helga Marsala

 7 ottobre 2014
ore 18-19.30
Maxxi – Via Guido Reni, 4A, Roma
Info: 06.320.19.54
www.fondazionemaxxi.it
www.imartedicritici.com
www.innamoratidellacultura.it/campaigns/arte-per-tutti-i-martedi-critici-maxxi-macro

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.