Addio a René Burri, il grande fotografo svizzero ritrattista del Che Guevara. Una carriera ricchissima, culminata con la nomina a presidente dell’Agenzia Magnum

Essere l’autore di una vera e propria icona, come l’immagine in cui immortalò Ernesto Che Guevara mentre fuma un sigaro, con lo sguardo perso nel vuoto, fu probabilmente qualcosa che lo inseguì per tutta l’esistenza, identificandolo ben al di là di quanto non desiderasse. Così come accadde ad Alberto Korda, altro ritrattista del mitico rivoluzionario […]

Essere l’autore di una vera e propria icona, come l’immagine in cui immortalò Ernesto Che Guevara mentre fuma un sigaro, con lo sguardo perso nel vuoto, fu probabilmente qualcosa che lo inseguì per tutta l’esistenza, identificandolo ben al di là di quanto non desiderasse. Così come accadde ad Alberto Korda, altro ritrattista del mitico rivoluzionario cubano. Ma questo non mise mai in ombra il talento di René Burri, il grande fotografo svizzero morto a 81 anni nella sua casa di Zurigo, dopo una lunga malattia.
A darne notizia per prima è stata l’agenzia Magnum, nella cui scuderia Burri aveva lavorato a partire dal 1959. I suoi esordi risalgono infatti ai primi anni ‘50, in qualità di fotoreporter, attività che lo portò a seguire in prima linea la guerra di Corea, gli albori della rivoluzione cubana e la guerra del Vietnam. Fu proprio nei suoi viaggi a Cuba che potè ritrarre non solo il Che, ma anche Fidel Castro. Tanti i suoi reportage realizzati negli anni in giro per il mondo, in Italia, Turchia, Israele, Egitto, Cecoslovacchia; frequenti i suoi lavori dedicati ad artisti e altri creativi, dal connazionale Alberto Giacometti a Picasso e Le Corbusier.
Nel 1982 era diventato presidente della stessa Magnum Photos, e nel 1991 lo Stato Francese lo aveva nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere. Recentemente aveva disposto il deposito della sua collezione di oltre 30mila fotografie al Musée de l’Elysée di Losanna. Lo ricordiamo con una galleria delle sue immagini…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.