Una mostra come un cantiere no stop. A Roma, per tre giorni, gli artisti si danno appuntamento a “There is No Place Like Home”  

Metti un quartetto di artisti, a Roma, che decide di spezzare la routine e inventarsi un’esperienza nuova; metti una schiera di nomi che accetta la sfida; e poi metti un luogo qualunque, fuori dai circuiti ufficiali, per un’irruzione flash. Alla base l’idea di partecipazione, di aggregazione e di rottura dei codici. Ma soprattutto di indipendenza: […]

There is no place like home, Roma, 2014

Metti un quartetto di artisti, a Roma, che decide di spezzare la routine e inventarsi un’esperienza nuova; metti una schiera di nomi che accetta la sfida; e poi metti un luogo qualunque, fuori dai circuiti ufficiali, per un’irruzione flash. Alla base l’idea di partecipazione, di aggregazione e di rottura dei codici. Ma soprattutto di indipendenza: modalità “do it yourself”, scardinando regole, formule, ruoli. Il risultato? Una cosa come There is No Place Like Home, progetto espositivo nato un po’ per caso e un po’ per desiderio, da un’idea di Stanislao Di Giugno, Giuseppe Pietroniro, Marco Raparelli e Alessandro Cicoria, con la collaborazione di Martina Adami, Giuliana Benassi, Davide Franceschini, Valeria Giampietro e Giulia Lopalco.
In occasione di “Roma Art 2Nights”, l’apertura stagionale coordinata di gallerie, accademie straniere e fondazioni capitoline, il progetto prende vita al civico 425 di Via Aurelia, tra il 26 e il 28 settembre. Il tempo dell’opening e poco più. Tre giorni, ma senza tregua: apertura no stop, 24 ore su 24, per una collettiva che diventa un gesto performativo, una dichiarazione d’intenti, un’azione corale e disobbediente.
Curatori? Non pervenuti. Organizzazione? Autonoma. E a invitare gli artisti sono gli artisti stessi. Nessuna regia critica e nessuna procedura standard, per questa maratona che trasforma in laboratorio un luogo decisamente off: non siamo in un museo, una galleria, ma nemmeno in uno spazio non profit, un locale, un teatro, una libreria. Siamo in un posto che non c’è, totalmente in divenire, una casa senza muri divisori, senza accessi convenzionali e dotata solo degli elementi portanti: pavimento, tetto, fondamenta. Un cantiere (creativo) dentro il cantiere (edile), perfetta corrispondenza metaforica per raccontare il senso dell’incompiutezza e dell’improvvisazione.

There is no place like home, Roma, 2014
Gli artisti coinvolti presenteranno opere, performance, dibattiti a rotazione continua e in orari sempre diversi, costruendo via via la scena, gli incastri, gli equilibri. Oltre ai quattro ideatori, i protagonisti di There is No Place Like Home sono Stefano Arienti, Simone Berti, Eli Cortiñas, Loredana Di Lillo, Flavio Favelli, Stefania Galegati Shines, Vitoria Gasteiz, Daniele Genadry, goldiechiari, Thomas Hutton, Giovanni Kronenberg, Michaela M. Langenstein, Emiliano Maggi, Matteo Nasini, Norberto & Scintilla – Antonio Grulli, Nicola Pecoraro, Alessandro Piangiamore, Federico Pietrella, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce, Daniele Puppi, Max Renkel, Andrea Salvino, Alessandro Sarra, Corrado Sassi, Vedovamazzei. Inquilini di uno spazio impossibile e membri di una comunità in movimento, che prova a fare il punto su se stessa: il circuito dell’arte romano (e non solo) si interroga e si mette in gioco, cercando una maniera per ri-generarsi. Insieme.

 – Helga Marsala

There is No Place Like Home
26-27-28 settembre 2014
opening: 26 settembre 2014, ore: 22:30
Via Aurelia Antica 425 – Roma
[email protected]

 

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.