La storia delle gallerie d’arte italiane, sulle pagine di Artribune Magazine. Sul prossimo numero arriva l’intervista ad Hélène de Franchis, dello Studio La Città di Verona

“Verso la fine degli Anni Sessanta ero da poco sposata e abitavo in Inghilterra. Mi sono laureata a Roma nel 1964. All’inizio del 1968 un mio caro amico grafico e illustratore, Stepán Zavrel, con il quale avevo studiato e lavorato facendo cartoni animati a Londra, venne a trovarci e mi disse che dei notabili di […]

Hélène de Franchis, titolare di Studio La Città

Verso la fine degli Anni Sessanta ero da poco sposata e abitavo in Inghilterra. Mi sono laureata a Roma nel 1964. All’inizio del 1968 un mio caro amico grafico e illustratore, Stepán Zavrel, con il quale avevo studiato e lavorato facendo cartoni animati a Londra, venne a trovarci e mi disse che dei notabili di Verona volevano aprire in città una galleria d’arte e che lui aveva pensato a me come potenziale direttrice della stessa”. Comincia così il racconto degli esordi di una grande gallerista italiana, una nuova protagonista del ciclo di interviste che Artribune Magazine da oltre due anni sta portando avanti, ricostruendo pian piano una storia inedita che ridisegna un’epoca da un punto di vista nodale, come quello del gallerista.
Lei – qualcuno l’avrà già capito – è Hélène de Franchis, la titolare dello Studio La Città di Verona, ed il suo racconto, raccolto da Angela Madesani, lo troverete sul prossimo numero del magazine, quasi pronto per la stampa. Prima di lei sono passati per diverse penne della rivista personaggi come Gian Enzo Sperone, Emilio Mazzoli, Fabio Sargentini, Lia Rumma, Marilena Bonomo. Un’intervista che come spesso succede si chiude con la classica domanda impossibile: “Se dovessi riassumere questi quarantacinque anni cosa potresti dire? Che questo lavoro ti ha insegnato a guardare il mondo con un occhio diverso?”. La risposta, a breve su Artribune Magazine: un’ulteriore motivazione per abbonarsi…

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    Ringraziamo Hélène de Franchis e i suoi collaboratori ad aver dato una dimensione contemporanea internazionale all’arte in città. Grazie a tante altre personalità , sia galleristi che direttori di musei e direttori artistici di fiere in sinergia con pubblici e privati acquirenti di opere, le arti contemporanee si sono diffuse. Pian piano nuovi attori entrano in azione, molti venendo da altre città italiane e estere, per fare di Verona una città di arti contemporanee e design viva.
    L’obbiettivo è una migliore conoscenza delle arti grazie anche alla promozione delle scuole di Arti come l’Accademia di Belle Arti di Verona che meriterebbe un maggior sostegno economico da private e pubbliche istituzioni sia nelle sue parti strutturali che nella didattica.

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      A questi attori è ovvio che aggiungiamo le loro efficientissime equipe, i sindaci, gli assessori e consiglieri delegati dei sindaci alla cultura e i loro collaboratori, i numerosissimi soci di associazioni d’arte di Verona anche loro molto attivi. Pian piano sempre più consci di essere una squadra operativa a favore della nostra bellissima città di Verona sapranno sempre di più agire insieme in sinergia per fare di Verona una sempre maggiore città d’arti contemporanee e design internazionale accogliendo sia visitatori amanti delle arti che donatori e artisti stranieri che scelgono di lasciare una traccia loro a Verona come recentemente l’artista cinese ZHU RENMIN attraverso un suo museo d’arte personale a palazzo Bernini di Cassa Padana BCC.

      Catherine Blanchard co-fondatrice di Verona ArtSciences e Promenade Verona 24-27 settembre 2014