Italiani in trasferta. Buenos Aires celebra Fabio Mauri con la prima mostra a lui dedicata in Sud America. Ecco le immagini dalla Fundaciòn Proa

Non perdiamo mai l’occasione, i lettori più assidui ormai lo sanno bene, di seguire gli artisti italiani impegnati oltrefrontiera con mostre o progetti vari. Ma ci sono occasioni, come questa di cui parliamo, nelle quali lo facciamo con ancor maggiore convinzione: visto che l’”oltrefrontiera” si allunga fino all’Argentina, e soprattutto visto che ad essere coinvolto […]

Non perdiamo mai l’occasione, i lettori più assidui ormai lo sanno bene, di seguire gli artisti italiani impegnati oltrefrontiera con mostre o progetti vari. Ma ci sono occasioni, come questa di cui parliamo, nelle quali lo facciamo con ancor maggiore convinzione: visto che l’”oltrefrontiera” si allunga fino all’Argentina, e soprattutto visto che ad essere coinvolto è un grande protagonista dell’arte italiana del Dopoguerra. Parliamo di Fabio Mauri, e della prima mostra a lui dedicata in Sud America, alla Fundaciòn Proa di Buenos Aires. Curata da Giacinto Di Pietrantonio, direttore della GAMeC di Bergamo, e organizzata in collaborazione con lo Studio Fabio Mauri, la mostra si propone di tracciare un racconto storico critico dell’opera di Mauri, partendo dai disegni, che abbracciano un arco di tempo che va dagli anni 50 fino all’ultima produzione del 2009, e andando avanti con opere oggettuali, schermi, grandi istallazioni (Il Muro Occidentale o del Pianto), performance (Ebrea e Ideologia e Natura) e opere documento. Si è inaugurata ieri, 7 settembre, e andrà avanti fino al prossimo 23 novembre: ma noi ve la illustriamo già da ora con un’ampia fotogallery…

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.