Alexander Pereira è il nuovo Sovrintendente e Direttore Artistico della Scala di Milano. Già in cantiere progetti speciali in vista dell’Expo2015. Ma il successore di Lissner è accolto dalle solite polemiche…

Dal primo settembre, Alexander Pereira diventa Sovrintendente e Direttore Artistico della Scala di Milano. Una nomina accompagnata da polemiche, in gran misura strumentali. Indubbiamente, la doppia carica suscita molti appetiti nostrani, anche e soprattutto perchè per dieci anni circa La Scala è stata gestita da un francese, Stéphane Lissner, chiamato in un momento di profonda […]

Alexander Pereira

Dal primo settembre, Alexander Pereira diventa Sovrintendente e Direttore Artistico della Scala di Milano. Una nomina accompagnata da polemiche, in gran misura strumentali. Indubbiamente, la doppia carica suscita molti appetiti nostrani, anche e soprattutto perchè per dieci anni circa La Scala è stata gestita da un francese, Stéphane Lissner, chiamato in un momento di profonda crisi del teatro e in grado di riportarlo nel circuito dei grandi teatri lirici internazionali. Pereira arriva dopo avere trasformato un piccolo teatro di provincia – quello di Zurigo – in uno dei maggiori centri della lirica europea, e dopo tre anni di successi a Salisburgo, dove ha esteso la durata del celebre festival estivo facendolo introdurre da una ouverture spiritelle considerata un grande successo in quanto di solito esaurita mesi prima dell’inizio della manifestazione. Pereira – Artribune ne parlerà presto con un articolo di approfondimento – ha approntato un programma con importanti prime mondiali e prime per l’Italia, nonché diversi nuovi allestimenti: una sezione speciale per l’Expo sarà dedicata a titoli di repertorio, principalmente italiano, che il pubblico che verrà per la manifestazione si aspetta dal massimo tempio lirico del Paese.

Giuseppe Pennisi

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.