Un’estate a Cielo Aperto. Tante immagini della nuova full immersion creativa di Latronico, in Basilicata: dallo workshop identitario di Antonio Ottomanelli all’etnoantropologia di Francesco Bertelé

Le geografie artistiche, non è certo una novità, in estate subiscono profondissime rivoluzioni: le grandi città, i centri normalmente nodali nelle dinamiche creative si svuotano e abbassano le saracinesche almeno fino a settembre, e lasciano la scena a “stelle” brillanti nella stagione delle ferie. Gli esempi sono tanti, potremmo citare Pietrasanta, Cortina d’Ampezzo, Spoleto, qualche […]

Le geografie artistiche, non è certo una novità, in estate subiscono profondissime rivoluzioni: le grandi città, i centri normalmente nodali nelle dinamiche creative si svuotano e abbassano le saracinesche almeno fino a settembre, e lasciano la scena a “stelle” brillanti nella stagione delle ferie. Gli esempi sono tanti, potremmo citare Pietrasanta, Cortina d’Ampezzo, Spoleto, qualche centro del Salento: e da qualche anno anche Latronico, paesino issato a novecento metri sull’appennino lucano, provincia di Potenza. È qui che da dieci anni si distingue il grande attivismo dell’Associazione Culturale Vincenzo De Luca: ed è qui che la stessa promuove il progetto di arte pubblica A Cielo Aperto, una ricerca nel mondo dell’arte contemporanea curata da Pasquale Campanella e da Bianco-Valente, il duo artistico napoletano che per l’occasione passa dall’altra parte della “barricata”.
L’estate 2014 non fa eccezione, con ben due progetti già in pieno sviluppo. Il primo è Centocapre, dell’artista Francesco Bertelé, con la collaborazione della performer Madely Schott, dell’artista Giuseppe Giacoia e dello storico dell’arte Pietro Rigolo. Un progetto partecipato incentrato sulla definizione “di una mitologia legata a tradizioni passate, eventi collettivi contemporanei e immaginari futuribili”. Avviato nel dicembre del 2013 in seguito al ritrovamento di un reperto storico, scovato in un vecchio baule di una casa privata, e sviluppato con due iniziative: un workshop, con la partecipazione di bambini e adulti, e una mostra che presenta alcuni risultati della ricerca fino ad ora ottenuti. L’altro si intitola Memory box Latronico, di Antonio Ottomanellied è l’esito finale del progetto Collateral Landscape, un workshop tenutosi nel novembre scorso presso il Liceo Scientifico di Latronico per indagare la storia e la memoria del territorio grazie alla suggestione degli “album” di famiglia che “hanno dato vita a un intreccio di riflessioni, esplorazioni sui luoghi della memoria, visualizzati in una mappa dei ricordi in cui sono evidenti i cambiamenti che il territorio ha subito negli anni”. Gli step conclusivi tengono banco fino al prossimo 1 settembre: noi intanto li documentiamo con un’ampia galleria fotografica…

www.associazionevincenzodeluca.com

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.