Sarà Sarkis, protagonista del concettualismo internazionale, a rappresentare la Turchia alla Biennale 2015. Mentre l’Italia ancora non annuncia il curatore…

Sarà lo storico protagonista del concettualismo internazionale Sarkis a rappresentare la Turchia alla Biennale Arti Visive di Venezia del 2015. Ad annunciarlo – in pieno agosto, ennesimo segnale che il mondo globalizzato del contemporaneo non conosce pause vacanziere – è l’Istanbul Foundation for Culture and Arts (İKSV), che si è avvalsa di un Advisory Board di […]

Sarà lo storico protagonista del concettualismo internazionale Sarkis a rappresentare la Turchia alla Biennale Arti Visive di Venezia del 2015. Ad annunciarlo – in pieno agosto, ennesimo segnale che il mondo globalizzato del contemporaneo non conosce pause vacanziere – è l’Istanbul Foundation for Culture and Arts (İKSV), che si è avvalsa di un Advisory Board di grande prestigio, composto dell’artista Ali Kazma, rappresentante della nazione alla precedente Biennale, da Burcu Pelvanoğlu, docente alla Mimar Sinan University of Fine Arts, dalla curatrice Cristiana Perrella, da Lewis Johnson, docente alla Bahçeşehir University e da Zerrin Iren Boynudelik, professore alla Yildiz Technical University.
Laureato alla stessa Mimar Sinan University of Fine Arts, Sarkis – che vive e lavora a Parigi dal 1964 – ebbe il suo debutto espositivo nel 1960 alla Istanbul Art Gallery; non tardò a divenire un’icona in particolare dell’installazione artistica, protagonista di calibro internazionale con mostre al Centre Pompidou e al Louvre a Parigi, al Guggenheim di New York, alla Kunsthalle Düsseldorf. Prese parte alla storica mostra When Attitudes Become Form, alla Kunsthalle di Berna nel 1969, a Documenta VI e VII (Kassel, 1977 e 1982) e le Biennali di Sydney, Shanghai, San Paolo, Mosca, Istanbul. Il Padiglione della Turchia, che sarà sponsorizzato dalla Fiat, sarà curato da Defne Ayas, direttrice e curatrice del Witte de With Center for Contemporary Art di Rotterdam, fondatrice e co-direttrice di Arthub Asia a Shanghai e fondatrice del Blind Dates Project.
Continuano a riempirsi le caselle dello scacchiere biennalesco per la 56° edizione, che del resto anticiperà i tempi inaugurando ai primi di maggio, ed offrendo al contempo un mese in meno del solito alle nazioni partecipanti per strutturare le rispettive presenze. Dato che evidentemente non preoccupa l’Italia, che come al solito si attarda nelle scelte: e anche per questa edizione garantirà al curatore prescelto – ormai ragionevolmente dopo l’estate – soltanto pochi mesi per organizzare un progetto credibile…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.