Lo zampino di Renzi sulla riforma del Mibact approvata dal CDM: “Forte contributo dei privati”. Confermata la creazione della direzione generale “Arte e architettura contemporanee e periferie urbane”

Il progetto di riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo elaborato dal ministro Dario Franceschini è stato approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. E la vera notizia è questa: in un clima nel quale capita spesso che idee riformatrici – si vedano i provvedimenti relativi all’istruzione – si imbarcano in […]

Dario Franceschini

Il progetto di riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo elaborato dal ministro Dario Franceschini è stato approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. E la vera notizia è questa: in un clima nel quale capita spesso che idee riformatrici – si vedano i provvedimenti relativi all’istruzione – si imbarcano in percorsi di rinvii e sospensioni non di rado perenni. Un nuovo bel colpo assestato dal ministro Franceschini, indubbiamente. Si procede dunque – con qualche piccola modifica rispetto all’impianto originale, già ampiamente illustrato anche da Artribune – sulla strada dell’ammodernamento della struttura centrale e la semplificazione di quella periferica, e della maggiore integrazione tra i comparti cultura e turismo.
Come previsto, ci saranno venti musei e siti archeologici di interesse nazionale dotati di piena autonomia gestionale e finanziaria, con direttori specializzati e selezionati con procedure pubbliche. E qui arrivano la varianti rispetto alla proposta originaria: con l’inserimento fra i monumenti “eletti” del Palazzo Ducale di Mantova, mentre esce, invece, il Museo Nazionale Romano. Previsto – altra novità, almeno nella formulazione – un più forte contributo dei privati nella gestione e valorizzazione di siti e musei, tema particolarmente spinto, pare, dello stesso premier Matteo Renzi. La direzione è quella della defiscalizzazione per privati che vogliano investire su restauri e tutela del patrimonio artistico, teatri, istituti culturali e fondazioni liriche, con un credito d’imposta del 65% per il biennio 2014-2015 e del 50% per il 2016. Confermato lo spirito di valorizzazione nei confronti delle arti contemporanee, con la creazione della direzione generale “Arte e architettura contemporanee e periferie urbane”, che “promuove la qualità dell’arte e dell’architettura contemporanee e partecipa direttamente all’ideazione di opere pubbliche, anche fornendo indicazioni per la loro progettazione. La direzione promuove anche la riqualificazione ed il recupero delle periferie urbane”.