Le sculture dei Fratelli Chapman istigano alla pedopornografia! No, non è uno scherzo, è la posizione dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori su una scultura al Maxxi. Che la toglie dalle sale

La prima riflessione che sorge spontanea è: ma vi accorgete solo ora? Già, perché l’opera d’arte che in poche ore ha guadagnato gli onori della cronaca di un’Italia annoiata e forse obnubilata dal caldo che finalmente pare voler contrassegnare questa bizzarra estate è esposta agli occhi di tutti da diversi mesi, nel più grande museo […]

Piggyback, di Jake e Dinos Chapman, l’opera contestata (foto Roberto Galasso)

La prima riflessione che sorge spontanea è: ma vi accorgete solo ora? Già, perché l’opera d’arte che in poche ore ha guadagnato gli onori della cronaca di un’Italia annoiata e forse obnubilata dal caldo che finalmente pare voler contrassegnare questa bizzarra estate è esposta agli occhi di tutti da diversi mesi, nel più grande museo italiano dedicato al contemporaneo, il romano Maxxi. Però qualcuno pare accorgersi solo ora, di Piggyback, dei fratelli inglesi Jake e Dinos Chapman: e sentenzia solo ora che si tratta di una raffigurazione “a chiaro sfondo pedopornografico”.
Di cosa stiamo parlando? Di una scultura che raffigura due ragazzine nude, una sulle spalle dell’altra, dalla cui bocca fuoriesce un organo sessuale maschile. Nulla di inusitato, rispetto alla sempre estrema iconografia degli imprevedibili brothers della Young British Art; e ben poco di clamoroso, se si inquadra la cosa non nel normale ambito della comunicazione, ma nell’immaginario artistico simbolico ed evocativo. Ma Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, si è messo in testa di “evitare che dietro il paravento dell’arte si promuovano raffigurazioni a chiaro sfondo pedopornografico”. Parole che probabilmente dovrebbe – con maggior cognizione di causa – dedicare anche alle infinite rappresentazioni di Susanna e i vecchioni che popolano la storia dell’arte, e che inviano messaggi subliminali decisamente diretti…
E che fa il Maxxi? Risponde garbatamente picche, ringraziando per l’attenzione? “La crudezza fa parte del lavoro dei Chapman, da sempre caratterizzati da opere che denunciano una realtà malata, che mettono in discussione la falsa moralità e vogliono suscitare dibattito e crediamo fermamente e sosteniamo la libertà di espressione degli artisti“, replica Anna Mattirolo, direttore del Maxxi Arte. Ma poi il museo rimuove inopinatamente l’opera: “dal momento che era prevista una turnazione delle opere, anticiperemo di qualche giorno la sostituzione”, fanno sapere da Via Guido Reni. Soluzione cerchiobottista, che lascia il tema irrisolto? Voi, come la pensate?

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  • esse

    L’opera è obiettivamente bella, vedo molto più il suo valore estetico che simbolico. Il messaggio è chiaramente provocatorio, ma siamo ormai avvezzi a qualsiasi tipo di provocazione, artistica o non; e quindi per quanto mi riguarda non mi scuote affatto, provo solo un minimo di fastidio per quell’organo sessuale messo lì per viaggiare sull’onda di un argomento che ha ancora il potere di suscitare indignazione. Uno dei pochi rimasti. Sì, potrebbe far nascere delle fantasie, ma solo in chi già le ha dentro di sè.
    Un commento potrebbe essere: peccato, una bella opera sprecata con quel messaggio buttato là per forza, che ne abbassa il livello invece di costituire il valore aggiunto che era nelle intenzioni dell’autore.

    • lgg

      … sarei veramente curioso di sentirti motivare ed approfondire quel tuo “L’opera è obbiettivamente bella…”

      • Afrodite Malandata

        Oh cielo, pensavo la stessa identica cosa!! Passi il messaggio provocatorio e l’eventuale speranza di aprire un dibattito guardando e commentando l’opera, ma di “obiettivamente bello”, qui, cosa c’è?!

        • nicola v

          qui di bello non c’è proprio nulla, è una vera porcata.. e finiamola sempre con queste provocazioni così banali e come si fa a difendere un’obrobrio del genre dai !

  • angelov

    Forse tutto ha avuto origine da James Bond, l’agente inglese con licenza di uccidere. Ma un pene in bocca a un bambino non uccide nessuno naturalmente, e con i tempi che corrono poi… chiunque può auto-attribuirsi la licenza, con trovate sempre più geniali, di renderli ancor peggiori.

  • cristian

    Opera insignificante e brutta sopravvalutata dal mercato angloamericano alla canna del gas che soltanto il provincialesimo globale può elevare a bella e o trasgressiva mentre i nostri migliori artisti non finiranno mai dentro un museo a Londra, lì c’è solo una persona da sbugiardare e bollare come pornografica ed è la Melandri tutto il resto è noia

    • giovanna bonasegale

      concordo in toto!

  • Zelig

    Riusciremo mai a liberarci della Melandri?

  • lois_design

    È un lavoro veramente brutto, che offende a prescindere dal tema a sua volta indelicato e orribilmente esposto. Ormai in questi nostri tempi è sfuggito il valore estetico dell’opera e tutto si fa per “provocare” anche con cose di cattivo gusto come questa. Ritengo che la censura tardiva sia stata una cosa stupida, a dimostrazione che ormai c’è solo show business anche nelle istituzioni che probabilmente non hanno visto neppure questo obbrobrio all’atto della collocazione, che a mio avviso andava bloccato sul nascere perchè non è un’opera, non è un atto di denuncia ne una sensibilizzazione nei confronti di una piaga sociale. Ma poi il vecchio adagio vince sempre “parlare anche male purchè se ne parli”! Mala tempora currunt

  • Rachele Terrinoni

    Raccontare cose terribili senza necessariamente mostrarle, con intento costruttivo e di apertura sincera al dialogo e alla riflessione sul mondo (il che no vuol dire non “saper provocare” ma farlo con uno scopo intellettualmente onesto) è un’arte. “Offrire” un prodotto che titilla facili perversioni, specula su un tema scottante, se ne fotte di proporre un spunto di riflessione costruttivo, se ne fotte di valutare l’effetto possibile sul pubblico di massa che la andrà ad “ammirare”, si pone con segni non chiari e quindi specula sul “meglio non dire che non capisco sennò passo per scemo!” non è “raccontare” è vendere un nuovo scandalo con l’ennesimo prodotto che tra 20 anni non varrà più un cazzo. L’arte è una cosa seria!

  • laura

    Se, come usava in passato, i bambini e i ragazzini -che recano solo disturbo in un luogo per adulti come è un Museo- non li frequentassero, lo fanno costretti dai genitori bulimici, il problema non sussisterebbe
    Perché nelle collezioni di dipinti antichi non troviamo soggetti imbarazzati? per esempio i truculenti martiri dei santi?

    • Giulio Giubo Bonatti

      I dipinti antichi seguivano la sensibilità del tempo. Noi no, per arroganza

  • Albert

    un’artista dovrebbe lasciare un messaggio in maniera indiretta, si aiuta con l’opera per l’appunto, tramite la quale rende evidente associazioni di pensiero che rimarrebbero sepolte nel pensare comune, il genio la coglie e la mostra al mondo, detto questo risulta assai difficile definire artisti i fratelli Chapman, perché non evidenziano alcun messaggio diverso dalla sciattezza del semplice e diretto contatto visivo delle loro ‘opere’, che ovviamente opere non sono, quanto piuttosto delle semplici esposizioni di quanto sia orrido il mondo, un’osservazione questa che è tutto meno che geniale, è come osservare un film dell’orrore dove è più bello quello con più sangue e più brutto quello che lascia intuire la presenza di qualcos’altro, insomma niente di più e niente di meno che uno stronzo d’autore

  • frìgio

    qualcuno la definisce bella un opera d’arte deve dare una qualche emozione solo da li la devi giudicare in questa opera se togli quel pene che da solo un forte senso di disgusto quello che rimane non darà nessuna emozione quindi nessun valore artistico.

    • esse

      non dà nessuna emozione a te, per me è bellissima. Ma senza quel pene. Comunque già si diceva che il bello è legato all’emozione, e quindi è soggettivo…

  • Cogliamo l’aspetto sociologico, di come, in un breve decennio, certe cose siano cambiate rapidamente, di come, una certe morale sia evoluta o forse involuta…

    Confermando come un’opera d’arte possa cambiare di valore e di senso, tutto ciò conferma la qualità di questi due simpatici artisti.

    • Maddalena

      ma sei sicuro che i tempi siano cambiati?

      • doattime2

        Si, stiamo tornando ad una fase conservativa, con un recupero di certe illusioni sociali, che però sono assolutamente inadatte ai nostri tempi sempre più “virtuali” per cui ci saranno tanti “aggiustamenti” da fare, per questo trovo perfette queste opere

  • esse

    Rispondo a igg

    certo, rispondo volentieri, anche se non è facile spiegare cosa
    s’intende per “bello”. E’ un concetto, direi più ancora una “sensazione”
    soggettiva, e infatti non hanno ancora trovato una definizione di bello
    universale.
    In questo caso il mio è un giudizio estetico, niente di
    più. Trovo una grande plasticità, freschezza e naturalezza in quei
    volti e corpi di bambina. Ancor più in questo mondo infantile reso con
    tanto talento mi disturba quell’organo sessuale e il messaggio sotteso.
    Ma è un pezzo che sono stanca dei messaggi sottesi in genere,
    dell’escalation provocatoria e di tutto questo sconcertare ad ogni
    costo. Ci sento un grande vuoto riempito da un chiasso informe e
    inutile, che gli dia un senso.

    Questa scultura era Bella ed evocatrice di un mondo infantile da riscoprire anche senza di “LUI” ;-)

    • lgg

      Ti ringrazio per la risposta, che non commento perché, correttamente, hai premesso che si tratta di “sensazione soggettiva”… ti faccio però notare che, ciò che aveva provocato la mia domanda, era stata la tua affermazione “obbiettivamente bella” che ė l’esatto contrario di una “sensazione soggettiva”

  • esse

    Ho guardato tutte le altre opere dei fratelli Chapman: confermo la mia sensazione di un raro talento sprecato al’inseguimento di una fama a basso costo a colpi di provocazioni “scandalose”. Troppo facile. E poi anche la scelta della provocazione è monotona, vedi anche questa opera. Si scade nella noia. Peccato

  • Lisa Pi

    Vedere quest’opera mi ha fatto pensare allo sfruttamento dei minori per fini sessuali, e all’alta percentuale di adulti italiani che sono avezzi a questa pratica. Mi turba pensare che possa essere confusa come un immagine pedopornografica. Trovo utile che se ne parli, anche se in ritardo. Mi sconforta constatare che faccia ancora fatica a passare il messaggio che, l’arte contemporanea a volte usi un linguaggio forte e diretto per essere percepito dall’osservatore odierno, anestetizzato dall’immagine e dall’informazione mediatica di ogni tipo.
    Ammetto che mi fa altrettanto piacere constatare che faccia finta di scandalizzarsi!

  • ratzo

    non penso che sia una delle opere più scandalistiche che si possano trovare sul mercato. di suo, chi gestisce il maxxi, ha cercato di salvare capra e cavoli, in una società italiana dove sempre meno è dato alla cultura è d’obbligo comportarsi così se si vuole sopravvivere. dopo di che lode a chi promuove e propone arte in grado di fare discutere. è sempre troppo facile gridare allo scandalo additando un opera per poi disinteressarsi completamente al problema che viene trattato. spesso le opere “scandalistiche” servono proprio a tenere alta l’attenzione.

  • Roberto Scala

    Ottimo lavoro sia di qualità che di fattura , questa sarà l’essenza dell’anima dell’arte, ma come si può censurare un bel bambolotto semplice nel suo genere capisco che non tutti sono d’accordo ma l’arte e pur sempre provocazione e poi dico quando organizzate una mostra vuoi musei cercate sempre lo scoop bene così sbagliando si impara ottima scelta le opere di Dinos and Jack Chapman
    Ma dai non si vede niente e solo mistificazione
    Nota critica by Roberto Scala

  • angelov

    Se l’elogio di un’opera come questa
    servisse solo a far sentire affrancati
    d’una qualche sorta di provincialismo…
    questo è un dubbio che non andrebbe dato
    troppo per scontato, tanto più che anche
    il talento ha i suoi giusti limiti,
    a scapito dei quali si cade nel cattivo gusto.

  • Roberto Scala

    Io credo, anzi penso, ne sono sicuro che l’opera divina dei Fratelli Chapman va rimessa al suo posto, proprio per dare un ordine al contesto del museo, se fosse per me la esporrei all’esterno naturalmente su di un piedistallo alto non meno di tre metri. Ma dai che non si vede niente, perché un’opre d’arte rimane sempre un’opera, basta pensare alla scultura del David di Michelangelo esposta nel piazzale degli Uffizi di Firenze, anche tale scultura venne censurata dalla chiesa. Io non vedo nessuna provocazione, la bellezza rimarrà sempre soggettiva tutto il contrario di tutto by Roberto Scala

  • Roberto Scala

    Non è brutto ma esteticamente eccellente, la vera purezza dell’essenza estetica e filosofica dell’arte, per me supera ogni opera scultoria, si questa e la mia opinione non la cambio basta con la censura by Roberto Scala

  • Roberto Scala

    Non mi arrendo le sculture dei Fratelli Chapman sono opere di ottima qualità eccellente fattura , posso considerarli i migliori artisti del XXI secolo ma come si può permettere ad una istituzione contemporanea di cenzurare delle eccezionali opere d’arte avete perso ogni credibilità
    By Roberto Scala

  • Voglio rivedere le sculture dei fratelli Chapman subito

  • Moralizzare l’arte vuol dire essere alla canna del gas! L’arte è e deve essere un canale espressivo, non “educativo”. Se uno sente risuonare dentro temi forti, forse deve ringraziare l’autore invece di condannare l’opera. Non è suscitare evocazioni pedopornografiche che genera violenze sui minori, ovviamente. Sarebbe come giudicare i contenuti della propria attività onirica. Più c’è repressione più merda accumuliamo sotto il tappeto.