Juan Pablo Macías per Guilmi Art Project. Riflessioni tra arte contemporanea e antiche pratiche agricole, in una comunità montana del’Abruzzo. Il reportage fotografico

Da sette anni invitano in un paesino di poche centinaia di anime, tra le cime dell’Abruzzo, artisti visivi delle ultime generazioni, chiamati a confrontarsi con la dimensione locale, antica, straordinariamente umana di un posto ai confini della provincia d’Italia. A Guilmi (Chieti), dal 2007, Federico Bacci e Lucia Giardino portano avanti GAP (Guilmi Art Project), residenza […]

Juan Pablo Macias, preparazione di Preistorico In(n)umano, GAP 2014

Da sette anni invitano in un paesino di poche centinaia di anime, tra le cime dell’Abruzzo, artisti visivi delle ultime generazioni, chiamati a confrontarsi con la dimensione locale, antica, straordinariamente umana di un posto ai confini della provincia d’Italia. A Guilmi (Chieti), dal 2007, Federico Bacci e Lucia Giardino portano avanti GAP (Guilmi Art Project), residenza  con tanto di laboratori, produzione di opere ed evento espositivo finale, in dialogo con la micro comunità di residenti, con i luoghi, le memorie e le specificità di una minuscola entità geografica, sociale, culturale: una scheggia di storia medievale e barocca, tra il corpo appenninico della Maiella e lo specchio celeste del Mare Adriatico.
Ospite di questa edizione era l’artista Juan Pablo Macías, messicano, classe 1976. Conclusasi la residenza, la formalizzazione della sua ricerca è stata presentata il 13 agosto, al termine di un percorso accompagnato da una serie di attività collaterali: dalla Nuova Didattica Popolare, lezioni in piazza di storia dell’arte a cura di Pietro Gaglianò, alla produzione di una t-shirt disegnata dall’artista barese Ryts Monet, fino a L’amore ai tempi di Guilmi, un GAP-lab radiofonico a cura di e Ilaria Gadenz e Carola Haupt di Radio Papesse e Tiziano Bonini.
“Preistorico In(n)umano” – visitabile fino al 30 settembre 2014 – parte da una riflessione intorno al progetto BAS, network internazionale di banche di sementi, nato per favorire la selezione, la conservazione ex situ e la riproduzione in situ di moltissime varietà biologiche: uno strumento con cui far fronte alla perdita di biodiversità, all’erosione genetica, ai rischi delle biotecnologie invasive, alle logiche spietate del mercato globale e alla possibile crisi alimentare del terzo millennio.

Il tatuaggio di Oitica di Juan Pablo Macias - GAP 2014
Il tatuaggio di Oitica di Juan Pablo Macias – GAP 2014

Durante la sua permanenza abruzzese Juan Pablo ha incontrato alcuni contadini delle zona che hanno scelto di boicottare i prodotti delle industrie chimiche, usando metodi di coltivazione totalmente naturali, biologici, ecologici. Un tentativo di individuare spazi di pensiero libero, di conoscenza e di azione consapevole, mettendoli letteralmente a frutto. Avvezzo a riattivare spazi collettivi assopiti, tra cui archivi e biblioteche, Macías ha lavorato qui per la creazione di un archivio di semi, potenziali generatori di vita in cui è custodito il dna botanico del luogo, ma anche la memoria di antichissime pratiche agricole.
Il progetto, sviluppato nei termini di un percorso culturale e relazionale, ha lasciato che la dimensione poetica e quella politica si incontrassero, a partire già dal titolo: da quel preistorico che conduce incontro a un tempo ancestrale – quando il lavoro e i rapporti sociali erano scanditi dai ritmi del paesaggio – fino a quell’ In(n)umano che gioca tra negazione e penetrazione, tra catastrofe e salvezza, tra ciò che toglie e ciò che immerge, daccapo, nel cuore di un umanesimo perduto.
A commento, ecco un reportage fotografico inedito, che un altro artista – Giovanni Gaggia – ha realizzato per Artribune. Appunti di viaggio, tra il Messico e l’Abruzzo, perdendosi tra le vette e i sentieri di Guilmi.

–  Helga Marsala

http://guilmiartproject.wordpress.com/

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • luna d’argento

    Un magnifico reportage e uno splendido articolo per una interessante e importante iniziativa artistica e culturale…Bravi tutti!

  • angelov

    meeelto interessenteee spezillmente par el projeto BAS ka party li skerzi est something very very important