Fleur Pellerin è il nuovo Ministro della Cultura in Francia. Ancora una donna, ancora una “straniera”. L’erede di Aurélie Filippetti è infatti nata nel 1973 in Corea

Dopo ore di attesa, dopo una riunione fiume con il presidente François Hollande, il primo ministro francese Manuel Valls comunica nel tardo pomeriggio la squadra che lo affiancherà nel suo secondo governo, dopo il reincarico seguito alle improvvise dimissioni. Se è vero che i ruoli chiave nell’immediato futuro dell’esecutivo saranno quelli economici – specie all’Economia, […]

Fleur Pellerin

Dopo ore di attesa, dopo una riunione fiume con il presidente François Hollande, il primo ministro francese Manuel Valls comunica nel tardo pomeriggio la squadra che lo affiancherà nel suo secondo governo, dopo il reincarico seguito alle improvvise dimissioni. Se è vero che i ruoli chiave nell’immediato futuro dell’esecutivo saranno quelli economici – specie all’Economia, con Emmanuel Macron a rimpiazzare Arnaud Montebourg -, le novità riguardano da vicino anche il dicastero della Cultura. Il ministro di origini italianeAurélie Filippetti, infatti, si era da subito unita alla pattuglia dei frondisti che hanno innescato la crisi, chiarendo polemicamente che non avrebbe accettato un reincarico. “Alla solidarietà politica preferisco la lealtà ai miei ideali, nel rispetto di chi ha creduto in me”, aveva dichiarato.
E il nome del suo successore sull’importante poltrona apre comunque lo spazio a diverse riflessioni: e non tanto per le capacità o i programmi di Fleur Pellerin – sarà lai il nuovo ministro -, che è ancora presto per commentare. Ma piuttosto per osservazioni di carattere sociologico: ancora una donna, ancora una “straniera”. Pellerin, infatti, adottata da una famiglia francese quando aveva sei mesi, è nata nel 1973 a Seoul, capitale della Corea. Una nomina con la quale Valls-Hollande paiono aver puntato soprattutto su istanze politiche, non emergendo al momento un profilo neppure vagamente tecnico che motivi la sua scelta per la Cultura. Diplomatasi nel 1997 all’École nationale d’administration, la pur giovane politica ha già accumulato un’ampia esperienza governativa: ministro delegato alle Piccole e Medie imprese, all’Innovazione e all’Economia digitale nel primo e secondo governo Ayrault, nel primi governo Valls è stata Segretario di Stato incaricato del Commercio estero, della promozione del Turismo e dei Francesi all’Estero.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.