È il giovane regista francese Nicolas Charaux il vincitore del Premio MontBlanc International 2014. Un lasciapassare verso i maggiori teatri europei, con la benedizione del Festival di Salisburgo

Un premio in denaro di 10mila euro, oltre ad una penna Montblanc in edizione speciale messa a punto per l’occasione. Ma soprattutto, un lasciapassare che apre le porte dei maggiori teatri europei. Questo garantisce il Premio MontBlanc International, conferito nell’ambito del Festival di Salisburgo, ed assegnato quest’anno al giovane regista francese Nicolas Charaux, per un […]

Nicolas Charaux (foto Franziska Krug)

Un premio in denaro di 10mila euro, oltre ad una penna Montblanc in edizione speciale messa a punto per l’occasione. Ma soprattutto, un lasciapassare che apre le porte dei maggiori teatri europei. Questo garantisce il Premio MontBlanc International, conferito nell’ambito del Festival di Salisburgo, ed assegnato quest’anno al giovane regista francese Nicolas Charaux, per un drama di un’ora e venti in tedesco, relativo ad un vero episodio di Guerra avvenuto in quella che ora è l’Ucraina durante la prima Guerra Mondiale. Un regista per molti aspetti d’avanguardia, Charaux, noto anche in Italia dove ha già rappresentato un suo lavoro a Roma.
La giuria, presieduta da Jurgen Flimm, ha motivato la scelta (tre concorrenti erano giunti alla finale ed hanno messo in scena le loro opera al festival austriaco) sottolineando il significato del drama Der Abschied (L’Addio), di Walter Kappacher, presentato in prima mondiale, ma anche l’abilità della regia e della scenografia nell’esprimere la solitudine ed il tormento interiore protagonista. Ovvero un giovane medico di Salisburgo che non resiste agli orrori della Guerra, all’impossibilità di svolgere la sua missione di curare o almeno portare sollievo ai feriti, perdendo gradualmente le proprie certezze sino a morire per un’overdose di cocaina.

– Giuseppe Pennisi

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.