Dall’Homo Sapiens all’Homo Urbanus Europeanus. Le fotografie di Jean-Marc Caracci immortalano gli abitanti di trentuno capitali europee. Dentro e fuori l’Unione

Da anni indaga l’essere umano, inserito nel contesto urbano d’Europa, come un archeologo  intento a ricostruire i luoghi abitati dal primo Homo Sapiens. Ma al posto di caverne e pitture rupestri, Jean-Marc Caracci si imbatte in edifici contemporanei dalle linee sinuose e in murales variopinti. Il tutto all’interno di paesaggi architettonici di straordinaria bellezza, incrociati […]

Jean-Marc Caracci - Homo Urbanus Europeanus - Dublin

Da anni indaga l’essere umano, inserito nel contesto urbano d’Europa, come un archeologo  intento a ricostruire i luoghi abitati dal primo Homo Sapiens. Ma al posto di caverne e pitture rupestri, Jean-Marc Caracci si imbatte in edifici contemporanei dalle linee sinuose e in murales variopinti. Il tutto all’interno di paesaggi architettonici di straordinaria bellezza, incrociati quotidianamente senza che nessuno ci faccia nemmeno troppa attenzione. Caracci, fotografo francese, dal 2008 sta portando in giro per il mondo il suo progetto Homo Urbanus Europeanus, una serie di scatti realizzati in trentuno capitali europee, in cui la figura umana risulta quasi schiacciata dalla maestosità del disegno urbano. Un viaggio fotografico che è stato esposto finora in diciassette Paesi e che attualmente è in mostra – fino al 24 agosto – al Muzeum Dialogu Kultur di Kielce, per poi spostarsi a Lodz, sempre in Polonia.

Jean-Marc Caracci - Homo Urbanus Europeanus - Athens
Jean-Marc Caracci – Homo Urbanus Europeanus – Athens

Nato in Tunisia, ma di origini siciliane, Caracci ha vissuto fin dalla tenera età a Montpellier, una delle città più interessanti della Francia dal punto di vista architettonico: da lì è partita questa avventura artistica. Da Atene a Lisbona, da Dublino a Copenaghen, ispirato da grandi fotografi come Henri Cartier Bresson, Elliott Erwitt, ma anche dal pittore americano Edward Hopper, ha immortalato le persone incontrate, sempre con lo stesso stile: sobrio e senza alcun accento sociale o culturale. Un modo per sottolineare la somiglianza nelle differenze, per favorire l’integrazione di quei Paesi europei che ancora non fanno parte dell’UE e stimolare, nell’”homo urbanus europeanus”, quel senso di appartenenza all’Europa che forse ancora gli manca.

–    Claudia Giraud

http://homo.urbanus.free.fr/europeanus/

 

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).