Bella, enigmatica, elegante. Ed esageratamente grassa. Arriva la Gioconda di Fernando Botero, attesa a Milano per Expo 2015. Chissà che ne direbbe Leonardo…

La più celebre, e anche la più prestigiosa, è senz’altro quella di Marcel Duchamp, audacemente consegnata alla storia nel 1919: una Gioconda dadaista, con baffi e pizzetto, che custodiva il suo enigma tra il sorriso e il titolo-calembour – L.H.O.O.Q. – da pronunciare in francese per un’ulteriore ironica dissacrazione. Da allora, di interpretazioni irriverenti dell’iconica […]

Fernando Botero, La Gioconda, 1977

La più celebre, e anche la più prestigiosa, è senz’altro quella di Marcel Duchamp, audacemente consegnata alla storia nel 1919: una Gioconda dadaista, con baffi e pizzetto, che custodiva il suo enigma tra il sorriso e il titolo-calembour – L.H.O.O.Q. – da pronunciare in francese per un’ulteriore ironica dissacrazione. Da allora, di interpretazioni irriverenti dell’iconica Monna Lisa ne sono apparse a bizzeffe, dall’arte alla pubblicità, dalla satira alla comunicazione. Divertissement o libere interpretazioni, non più scandalosi come quel primo gesto duchampiano, ma comunque con un loro effetto. Come la metti la metti, la Gioconda acchiappa, funziona, seduce. E a vederne una nuova versione, tra un anno circa, sarà proprio un museo italiano, in occasione di Expo 2015. Pare infatti che a Palazzo Reale di Milano, tra le opere scelte per la mostra su Leonardo – con un’ampia lista di artisti, da Gustavo Aceves ad Agostino Arrivabene, da Enrico Baj a Andy Warhol, da Stefano Arienti a Fulvio Di Piazza – ci sarà anche una Gioconda di Fernando Botero. A volerla fortemente, commissionandola apposta al popolare artista colombiano, sono stati i due curatori, Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio, che durante un incontro a Pietrasanta hanno raccontato, tra i vari dettagli sull’evento, anche di questa attesa produzione.
Un tema non nuovo, in verità, per Botero. Che già nel 1977 si era cimentato con una Monna Lisa bambina, naturalmente in sovrappeso. Si tratterà di una riedizione dello stesso quadro? O il maestro s’inventerà una variante inedita? Di una cosa siamo certi: non sarà una Gioconda snella e slanciata. L’ossessione boteriana per le silhouette corpulente, sospese tra comicità e tenerezza, non risparmierà la bella dama leonardesca. E visto che siamo in tema di food, con Expo, quale migliore gancio di un’immagine dell’obesità? Dissacrazione, celebrazione, incubo o allegra visione?

– Helga Marsala

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • calos

    Botero? è un fumettista…

  • Roberto Scala

    La gioconda di Botero opera divina qualità di fattura essenziale va vista in modo ironico e fantasioso si l’artista non voleva copiare qualcosa di già fatto ma proporre ed esporre una propria valutazione , ripeto gonfiare , riempire gli elementi strutturali dell’anatomia visiva si il volto , il ritratto non diviene una fotocopia stampata ma un’immagine diretta
    Pensiero di Roberto Scala

  • angelov

    Un artista può anche, qualche volta, divertirsi a giocare in un momento di relax, lasciando che le idee, a ruota libera, prendano delle strade impreviste e divertenti.

  • And

    Mamma mia che originalità da parte di Botero…..tra lui e Mitoraj è una bella gara a chi riesce ad essere più prevedibile…

  • Massimo Ravecca

    Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Gesù di Nazaret avendo una intelligenza simile hanno avuto un volto somigliante verso il termine della vita, avvenuta ad età differenti. La Gioconda è un ritratto ideale, un rimando al volto archetipo di Gesù, un abile gioco di prestigio, una straordinaria illusione ottica che rimanda al volto di Leonardo (potrebbe essere un suo ritratto al femminile) e indirettamente a quello della Sindone (Il volto sindonico e l’autoritratto di Leonardo si somigliano). Questo è forse la ragione principale del mistero e fascino del quadro. Cfr. ebook (amazon)/book. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo.