Anche un cestino per rifiuti può essere poetico. Se ci si mette di mezzo il design. È firmato Gumdesign il nuovo progetto per una piazza molto particolare di Viareggio: ecco le immagini…

C’è una piazza a Viareggio, non lontano dal lungomare, dedicata al poeta e filosofo inglese Percy Bysshe Shelley. Uno spazio che con una recente ristrutturazione è diventato un vero e proprio luogo di aggregazione, complici le palme e le aeree verdi che offrono una sosta rilassante alla calura estiva. A rendere unica la nuova area […]

C’è una piazza a Viareggio, non lontano dal lungomare, dedicata al poeta e filosofo inglese Percy Bysshe Shelley. Uno spazio che con una recente ristrutturazione è diventato un vero e proprio luogo di aggregazione, complici le palme e le aeree verdi che offrono una sosta rilassante alla calura estiva. A rendere unica la nuova area urbana è stato però l’intervento dello studio viareggino Gumdesign, alias Gabriele Pardi e Laura Fiaschi, che ha proposto alla giunta comunale di dotare l’intera area della piazza dell’elemento indispensabile per la pulizia di ogni spazio pubblico: il cestino porta rifiuti. Gli stessi progettisti, attivi da tempo sul territorio anche con il gruppo V2.Zero, si sono battuti per ottenere questa autorizzazione: “un intervento di ‘dettaglio’ per una piazza restituita alla città che deve essere rispettata sia per l’importanza del poeta romantico che la ispira, sia per dimostrare come i cittadini tengano veramente ad una ripresa vera e concreta del proprio territorio.”
I quattro cestini che ora arricchiscono Piazza Shelly sono stati chiamati semplicemente A3, come il formato di carta, che corrisponde alle dimensioni della base: “il progetto nasce dall’osservazione e dal rispetto per i segni ed i contenuti già esistenti nella piazza: il monumento al poeta Percy B. Shelley e l’installazione metallica in corten che caratterizza con un segno contemporaneo l’intervento di ristrutturazione dello spazio pubblico. Il poeta inglese caratterizza emotivamente e con la sua presenza fisica lo spazio urbano e richiede un intervento ‘poetico’ mirato al racconto ed alla riflessione”, precisano i progettisti. Da qui probabilmente è nata l’idea di inclinare leggermente il cestino in corten, non per un vezzo ma per un doppio scopo funzionale: la sommità del cestino stesso è infatti a sua volta un leggio su cui sono incisi versi di Shelley, e l’inclinazione del cestino grazie a una semplice rotazione su piastre ne agevola la lettura e la pulizia. I quattro testi del poeta, selezionati da Luca Guidi della casa editrice Edizioni CinqueMarzo, arricchiscono il ritrovato spazio urbano della città, regalando, persino mentre si compie un gesto quasi automatico come quello di cestinare un rifiuto, una pausa di poesia.

– Valia Barriello

 

 

CONDIVIDI
Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.