A un passo da Piacenza la tredicesima edizione di Concorto, festival internazionale dedicato ai cortometraggi. Con un omaggio jazz a Buster Keaton

È una piccola grande avventura, nata su iniziativa di un gruppo cinefili – tutti rigorosamente volontari – e cresciuta nel corso degli anni; abbandonando il carattere locale e diventando, grazie al progressivo tam-tam della rete e a un lavoro centrato sulla qualità delle sue proposte, appuntamento di respiro europeo. Quando non internazionale. Pontenure non è […]

Jérémie Renier in una scena di "Intus"

È una piccola grande avventura, nata su iniziativa di un gruppo cinefili – tutti rigorosamente volontari – e cresciuta nel corso degli anni; abbandonando il carattere locale e diventando, grazie al progressivo tam-tam della rete e a un lavoro centrato sulla qualità delle sue proposte, appuntamento di respiro europeo. Quando non internazionale.
Pontenure non è il centro del mondo, come non lo è la vicina Piacenza: ma nel suo Parco Raggio si rinnova dal 23 al 30 agosto la meravigliosa magia di Concorto, festival di cortometraggi capace di raccogliere per questa sua tredicesima edizione oltre tremila richieste di partecipazione, in arrivo da ogni angolo del globo. Quarantaquattro le opere che si contenderanno l’Asino d’oro, ironico riconoscimento che rimanda al carattere ruspante, schietto e diretto della rassegna; alle sue origini se vogliamo contadine di evento sì “di provincia”, ma tutt’altro che provinciale. Anzi. Lo dimostrano le tre anteprime mondiali presentate nel corso del festival: il delicato Rest in Peace dell’egiziana Dina Abdel-Salam, Autofocus del croato Boris Poljak e il Petit Homme dello svizzero Jean-Guillaume Sonnier, che chiama a recitare il giovanissimo attore belga Thomas Doret, Il ragazzo con la bicicletta dei fratelli Dardenne, Grand Prix della giuria a Cannes nel 2011. Proprio il Belgio, grazie alla collaborazione con Wallonie-Bruxelles Image e Flandre Image è la nazione ospite di Concorto 2014: tra i lavori più interessanti in arrivo da quel Paese il thriller Intus, opera prima di Gary Seghers, che vede come protagonista un’altra vecchia conoscenza dei Dardenne come Jérémie Renier.
Alla sezione principale del concorso si accompagna, nella location ricavata nelle serre del parco, quella dedicata alla scena underground, con venticinque opere dallo spiccato gusto sperimentale; mentre il carattere multidisciplinare della rassegna si arricchisce di un intrigante cartellone di eventi che spaziano dalla musica ai talk con artisti e registi. Spicca tra i vari appuntamenti quello della serata di venerdì 29 agosto: sarà il pianoforte di Umberto Petrin a dettare l’inedita colonna sonora live per la proiezione di One Week e The Goat, corti firmati dall’indimenticabile Buster Keaton.
  
– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.