Vi ricordate i capolavori di Picasso, Monet, Gauguin e Freud rubati alla Kunsthal di Rotterdam? Pare confermato che la madre del capobanda li bruciò in una stufa: e ora dovrà risarcire 18 milioni di euro

L’ufficialità ancora manca, ma i dubbi ormai sembrano essere pochi: a fugarli sarebbero resti di tela e di pittura rinvenuti nella cenere prelevata dalla stufa. Stufa? Sì, quella che si teme abbia mandato – letteralmente – in fumo sette capolavori dell’arte moderna. Qualcuno ricorderà la vicenda: nel 2012 le opere firmate Picasso, Monet, Gauguin e […]

L’ufficialità ancora manca, ma i dubbi ormai sembrano essere pochi: a fugarli sarebbero resti di tela e di pittura rinvenuti nella cenere prelevata dalla stufa. Stufa? Sì, quella che si teme abbia mandato – letteralmente – in fumo sette capolavori dell’arte moderna. Qualcuno ricorderà la vicenda: nel 2012 le opere firmate Picasso, Monet, Gauguin e Lucien Freud furono rubate dalle sale del Kunsthal Museum di Rotterdam, in Olanda, con un raid durato solo tre minuti. Non ci volle molto alla polizia per individuare i responsabili, i tre rumeni Radu Dogaru, Eugen Darie e Adrian Procop, ma della refurtiva fin da subito non si trovò traccia, né confessione utile al recupero. Lo sconforto piombò su tutti quando si fece strada una tragica ipotesi, che ora dunque parrebbe confermata: ovvero che la madre di Dogaru, Olga, avesse bruciato le opere nella sua stufa a legna, nel villaggio rumeno di Carcaliu, per cancellare le prove che avrebbero inchiodato il figlio alle sue responsabilità. Tutti i coinvolti sono ora in progione, con pene che vanno dai 2 anni della madre ai 6 del figlio-capobanda: ma ora è arrivata la richiesta di risarcimento, che la magistratura ha quantificato in 18 milioni di euro a carico dei quattro. Ma gli avvocati difensori annunciano battaglia: il museo avrebbe la sua parte di responsabilità, per le scarse misure di sorveglianza; e mancherebbe la certezza che si trattasse di opere originali…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • angelov

    Via col vento a Carcaliu.

    Radu: Mamma, ho rubato 7 capolavori della pittura moderna.

    Olga: Su, su, fammi vedere, in fretta, che se si sveglia tuo padre, sono c…. acidi.

    Radu: (Deconfeziona i 7 capolavori)

    Olga: Cosa? questa roba? mi hai proprio stufata! dammi qua, ché troverò io una soluzione.

    Radu. Mamma, ce n’è rimasta della vodka? Fa così freddo qui.

    Olga: Vai pure a riposarti dal faticoso viaggio; penserò io a tutto, e vedrai che domani è un’altro giorno…

  • angelov

    Già nell’espressione attonita nel volto del ritratto di Picasso, e in quella rassegnata di quello di Freud, è espressa la consapevolezza di ciò che la sorte avrebbe riservato a queste tele.