Tecnologico e post-moderno: il neo-direttore Christian Greco presenta così il rinnovato Museo Egizio di Torino. Tra tablet e Dante Ferretti

Spazi raddoppiati (da 4.500 metri quadrati a 9000), con lo Statuario disegnato da Dante Ferretti che diventa Galleria dei Re dotata di tablet per la traduzione simultanea dei geroglifici. E un nuovo intervento del mitico scenografo sulle pareti delle scale mobili al piano terra, dove realizzerà un’opera allegorica dedicata sì all’Egitto. Ma in chiave assolutamente […]

Il cantiere del rinnovato Museo Egizio di Torino © Pino dell’Aquila

Spazi raddoppiati (da 4.500 metri quadrati a 9000), con lo Statuario disegnato da Dante Ferretti che diventa Galleria dei Re dotata di tablet per la traduzione simultanea dei geroglifici. E un nuovo intervento del mitico scenografo sulle pareti delle scale mobili al piano terra, dove realizzerà un’opera allegorica dedicata sì all’Egitto. Ma in chiave assolutamente contemporanea.
Parola al neo-direttore Christian Greco che, dopo un anno dall’inaugurazione del Piano Ipogeo (1 agosto 2013) e a sette mesi dalla grande riapertura totale del 1° aprile 2015, ha presentato alla stampa lo stato di avanzamento del cantiere e il progetto scientifico del rinnovato Museo Egizio di Torino. Che finora è rimasto sempre aperto, con addirittura un incremento di pubblico (del 39,3% rispetto al 2013), nonostante i lavori di ristrutturazione, grazie al percorso temporaneo Immortali. L’Arte e i Saperi degli Antichi Egizi, ancora in corso nell’Ipogeo fino a dicembre 2014.

Sarà un Egizio post-moderno” dice Greco ”perché metterà al centro la collezione, le sue relazioni col contesto cittadino, connettendosi al tempo stesso con gli altri musei”. Quelli internazionali come il British Museum di Londra, il Louvre di Parigi, il Metropolitan di New York che, già nell’autunno di quest’anno, avranno uno spazio-vetrina dedicato ad alcuni reperti e al video dei restauri, per presentare il museo torinese al mondo intero. Tra le assolute novità anche il nuovo spazio espositivo di 400 metri quadrati ricavato al terzo piano, un tempo occupato dalla quadreria antica della Galleria Sabauda, che sarà dedicato alle mostre temporanee. “Per il 2016 vogliamo arrivare a realizzare due percorsi temporanei: uno per la nostra collezione di antichità egizie, da far vedere a rotazione, e uno per le grandi mostre internazionali”.

– Claudia Giraud

www.museoegizio.it