Sky Arte updates: nuovo album di inediti per i Pink Floyd, vent’anni dopo “The Division Bell”. Nel segno del compianto Richard Wright

Le personalità carismatiche – e dunque difficili, tormentate, a tratti impossibili – sono altre. Quella di Syd Barrett, schiacciato dal pendere della bilancia che armonizza genio e sregolatezza verso il piatto di quest’ultima; e poi, ovviamente, quelle di David Gilmour e Roger Waters. Passati dall’essere il gatto e la volpe del rock ad un rapporto […]

Le personalità carismatiche – e dunque difficili, tormentate, a tratti impossibili – sono altre. Quella di Syd Barrett, schiacciato dal pendere della bilancia che armonizza genio e sregolatezza verso il piatto di quest’ultima; e poi, ovviamente, quelle di David Gilmour e Roger Waters. Passati dall’essere il gatto e la volpe del rock ad un rapporto in stile cane e gatto.
Pensare ai Pink Floyd significa inevitabilmente e in modo quasi esclusivo riferirsi a questi nomi, alla loro capacità di catalizzare l’attenzione dei media e dei fan; quasi gli altri componenti della band, pure determinanti nella composizione di album entrati nella leggenda, fossero presenze accessorie e marginali, punite dal destino per il loro equilibrio, la loro riservatezza. Dalle gestione lineare della propria vita privata e della propria carriera d’artista.
Arriva a sei anni dalla prematura scomparsa l’omaggio a Rick Wright, tastierista e co-fondatore del gruppo, figura indispensabile nell’orchestrare tutti i maggiori successi della band. Arriva con la registrazione e pubblicazione – prevista il prossimo mese di ottobre – del primo album dei Pink Floyd dai tempi di The Division Bell: a vent’anni di distanza il gruppo britannico torna con un disco di inediti, scatenando immediatamente l’entusiasmo dei fan.
Tutto riparte là dove si era interrotto, dal materiale composto da Wright nei giorni della stesura dell’ultimo lavoro della band e rimasto nel cassetto; considerato poco attinente con The Division Bell ma destinato, nelle intenzioni,ad essere ripreso e implementato, rielaborato e costruito come progetto a sé stante. Un’idea cui Wright non ha potuto dare seguito, ma che ha spinto Gilmour e il batterista Nick Mason a tornare in sala d’incisione. Per dare alla luce l’imminente The Endless River.
L’annuncio arriva a mezzo Twitter, con l’inatteso cinguettio lanciato sul web dalla moglie di Gilmour Polly Samson, giornalista e critica musicale oltre che autrice di buona parte dei testi che segnano la carriera solista del marito. Se la notizia è stata lanciata in ambito social è nello stesso calderone che arrivano anche le prime conferme: è la corista Durga Mc Broom-Hudson a postare sul proprio profilo Facebook le prime immagini “rubate” dalle session di registrazione.

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