Si alza il sipario sulla grande mostra di Paolo Caliari a Verona. Primissime immagini dell’allestimento alla Gran Guardia, con il progetto collaterale di Luca Pozzi

Presentata da un ben soddisfatto Flavio Tosi, accompagnato dai due curatori Paola Marini e Bernard Aikema, la tanto attesa mostra su Paolo Caliari detto il Veronese alza oggi il suo sipario sulla città di Verona. Sul piano estetico e scenografico, le premesse non sono state certo disattese: un allestimento arioso e ben equilibrato, dall’estetica pulita […]

Paolo Veronese, Marco Curzio, Vienna - Kunsthistorisches Museum

Presentata da un ben soddisfatto Flavio Tosi, accompagnato dai due curatori Paola Marini e Bernard Aikema, la tanto attesa mostra su Paolo Caliari detto il Veronese alza oggi il suo sipario sulla città di Verona. Sul piano estetico e scenografico, le premesse non sono state certo disattese: un allestimento arioso e ben equilibrato, dall’estetica pulita ed essenziale, che stimola la libera esplorazione degli ampi spazi della Gran Guardia, fino a culminare nella monumentalità della Cena in casa di Levi degli Haeredes Pauli. Riguardo allo spessore scientifico dell’operazione, già discusso su Artribune nell’intervista con i curatori, la prima impressione conferma in larga parte le aspettative, invitando semmai ad un’analisi ancora più dettagliata (che certo non mancherà su queste colonne). E prima di lasciarvi all’estesa fotogallery, incontriamo nel bookshop l’ultima opera di Luca Pozzi, un nuovo “balzo” della contemporaneità dentro la grande storia dell’arte: l’occasione, per lui immancabile, è proprio quella Cena appena fresca di restauro…

– Simone Rebora

www.mostraveronese.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.