Roma, Amsterdam e Sofia unite da Zig Zag: rush finale con mostra per il progetto a misura di bambino dedicato all’arte tessile

È un filo tutt’altro che immaginario quello che in queste settimane unisce Roma a Sofia e Amsterdam, lungo un percorso che lega Italia, Bulgaria e Olanda. E a voler guardare non è nemmeno un filo puro e semplice, ma uno srotolarsi dinamico e intenso di gomitoli e rocchetti, simboli concreti di una artigianalità antica; di […]

Il logo di Zig Zag

È un filo tutt’altro che immaginario quello che in queste settimane unisce Roma a Sofia e Amsterdam, lungo un percorso che lega Italia, Bulgaria e Olanda. E a voler guardare non è nemmeno un filo puro e semplice, ma uno srotolarsi dinamico e intenso di gomitoli e rocchetti, simboli concreti di una artigianalità antica; di culture e tradizioni differenti per origini e prospettive ma affini nel valore di una memoria declinata nei suoi valori tattili di condivisione, partecipazione, appartenenza, trasmissione di saperi che valgono come tesori. Sono sei gli artisti coinvolti nel progetto Zig Zag da Weave!, programma transnazionale che elabora nuovi processi culturali attraverso l’arte relazionale, chiamati a guidare un lungo e articolato percorso – partito a giugno 2013 e ora alle sue battute conclusive – che coinvolge bambini e ragazzi dai 3 ai 12 anni in un lavoro condiviso. Tutto si basa sull’attività laboratoriale che Barbara Girardi, Antoine Peters, Samira Boon, Marina Toeters, Kalina Petkova e Boiana Minkovska conducono a più riprese in angoli diversi d’Europa, tessendo una trama che scorre dalla Turchia all’Irlanda, dalla Macedonia all’Italia, unendo esperienze vissute in musei del giocattolo, spazi dedicati alla creatività infantile, centri di formazione e università. L’output finale? Tre opere d’arte nate grazie al contributo fattivo dei piccoli protagonisti dei workshop, artisti in erba che esporranno tra settembre e ottobre ad Explora, il museo dei bambini di Roma, negli spazi dell’Associazione Art Lab di Sofia e alla Stichting Waag Society di Amsterdam.

– Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.