Riapre dopo un secolo e mezzo il Castello di Gallipoli. Immagini dalla cerimonia che ha restituito alla perla del Salento l’importante contenitore culturale

Sono passati 157 anni, dall’ultima volta che il Castello di Gallipoli vide la luce: era, infatti, il 1857 quando il maniero della cittadina salentina fu radiato dal Novero delle fortezze del Regno Borbonico, perdendo così la sua funzione difensiva. Ora la fortezza, deposito di sali e tabacchi prima e sede della 17^ Legione della Guardia […]

Sono passati 157 anni, dall’ultima volta che il Castello di Gallipoli vide la luce: era, infatti, il 1857 quando il maniero della cittadina salentina fu radiato dal Novero delle fortezze del Regno Borbonico, perdendo così la sua funzione difensiva. Ora la fortezza, deposito di sali e tabacchi prima e sede della 17^ Legione della Guardia di Finanza poi, è stata ufficialmente riaperta al pubblico sabato 5 luglio. Un bando indetto dall’amministrazione comunale e sei mesi di lavoro da parte di un raggruppamento di imprese (Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie, Società Cooperativa Sistema Museo di Perugia) hanno permesso l’impresa: restituire alla cittadina ionica – già nel pieno della movimentata stagione balneare – le bellezze del suo Castello.
Il maniero, circondato quasi interamente dal mare, ha pianta quadrata con torrioni angolari di cui uno poligonale. Furono gli Aragonesi, fra il 1491 e il 1492, ad apportare significative modifiche alla costruzione già esistente, facendone un’importante fortezza sullo Jonio. “È una pagina bianca tutta da scrivere”, ha dichiarato l’architetto Raffaella Zizzari al taglio del nastro. Lo spazio appena recuperato farà, infatti, da contenitore per mostre ed eventi culturali.
Ad inaugurare questo percorso, l’esposizione Scatti di cinema, la Puglia al cinema, realizzata da Apulia Film Commission e curata da Daniele Trevisi, che sarà visitabile fino al 28 settembre. La mostra, che ha esordito nel 2010 alla Mostra del Cinema di Venezia, raccoglie fotografie di scena delle maggiori produzioni cinematografiche che si sono susseguite negli ultimi anni sul territorio pugliese. Le immagini, in apparenza eterogenee fra loro, hanno un unico fil rouge, il set naturale dei paesaggi e delle architetture pugliesi. Settanta in tutto gli scatti raccolti nella mostra: Ferzan Ozpetek, Pippo Mezzapesa, Sergio Rubini, Pupi Avati, Giovanni Veronesi alcuni dei registi che hanno scelto la regione “dei due mari” per il loro lungometraggi. Ne vedete alcuni nella fotogallery, assieme ad alcuni momenti della cerimonia di inaugurazione…

– Patrizia Capoccia

 

 

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Patrizia Capoccia
Patrizia Capoccia (Lecce, 1984) ha studiato all’Università del Salento dove ha conseguito la laurea specialistica in Scritture Giornalistiche e Multimedialità, dopo aver completato gli studi presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dello stesso ateneo. Lavora come redattrice al quotidiano ilpaesenuovo.it con una cura particolare per la sezione cultura e spettacoli. Si interessa in modo specifico alla scena musicale indie italiana attraverso le interviste ai protagonisti e i concerti. Appassionata di fotografia, frequenta corsi e partecipa a workshop. Il genere prediletto è il fotogiornalismo, oggetto, fra l’altro, della tesi di laurea specialistica. Nell’ultimo periodo si accosta anche alla fotografia di spettacolo documentando attraverso le immagini le esibizioni dal vivo in tutta la provincia leccese.