Osservando le stelle, dal Forte Portuense. Apertura straordinaria dell’antica architettura romana, per uno spettacolo di suoni, luci, visioni. Sulle tracce di Tarkovskij

“Ci fu allora un forte terremoto. Il sole diventò scuro, come panno da lutto, e la luna diventò color sangue. Le stelle del cielo caddero sulla terra, come i fichi acerbi cadono dall’albero quando è colpito da vento impetuoso. La volta celeste si squarciò e si arrotolò, come un foglio di pergamena; tutte le montagne […]

Forte Portuense, Roma

Ci fu allora un forte terremoto. Il sole diventò scuro, come panno da lutto, e la luna diventò color sangue. Le stelle del cielo caddero sulla terra, come i fichi acerbi cadono dall’albero quando è colpito da vento impetuoso. La volta celeste si squarciò e si arrotolò, come un foglio di pergamena; tutte le montagne e le isole furono strappate via dal loro posto”… Così, con le parole di un brano dell’Apocalisse, cominciava una celebra sequenza onirica di Stalker, capolavoro del regista russo Andrej Tarkovskij: uno dei momenti chiave di un lungometraggio magistrale, esempio di poesia altissima e visionaria.
Lo struggente gioco letterario di Stalker, che conduceva i protagonisti attraverso un viaggio dentro la psiche e la natura, miscelava desideri, paure, metafore e memorie. Ed è questo lo spunto concettuale ed estetico da cui prende la mosse “Siderare”, progetto della Fondazione VOLUME! per l’Estate Romana 2014. La sede individuata è il Forte Portuense, complesso monumentale ottocentesco, che dal 17 al 19 luglio, e venerdì 26 settembre, accoglierà una inedita rivisitazione del capolavoro tarkovskijano, negli anni ispiratore di opere di artisti, scrittori, musicisti, registi.
Il titolo – “Siderare” – indica l’atto di fissare le stelle, perdendosi nell’infinità dello spazio e nell’incommensurabile potenza del cosmo: il richiamo è a quel senso del sublime di cui il film di Tarkovskij a suo modo si nutriva, nella persistenza di un paesaggio sovrastante, oscuro, enigmatico, sospeso, e in certi casi apocalittico.

Una celebre scena di Stalker, di Andrej Tarkovskij
Una celebre scena di Stalker, di Andrej Tarkovskij

Il Forte, solitamente inaccessibile, viene così restituito al pubblico per il breve tempo dell’evento. L’idea è quella di esplorare gli elementi che costituiscono un’opera cinematografica – immagine, suono, spazio – destrutturata e tramutata in una nuova macchina caleidoscopica. All’interno le instalazioni luminose di Alfonso Maria Isonzo creeranno un percorso obbligato tra le stanze del Forte, mentre in uno dei tunnel il gruppo Quiet Ensemble proporrà Quintetto, una installazione di sound art, tra in natura e tecnologia: il dispositivo scelto è un acquario composto da cinque vasche, in cui dei pesci rossi si muoveranno, generando sonorità causali elaborate da appositi software.
Gli effetti scenici e illumino-tecnici diretti da Gianni Brugnoli definiranno le atmosfere degli spazi, mentre lungo il percorso il scoverannogli scatti di Guido Gazzilli, Federico Ridolfi e Michel Tripepi, documentazioni del luogo realizzate nei giorni dell’allestimento. Ancora musica, il 17 luglio, con LCP – Laboratorio Creativo Permanente e il loro concerto multimediale per quartetto di percussioni, organo, elettronica e video, dal titolo Il Viaggio; il 18 luglio, invece, l’orchestra polifonica N.O.E. animerà l’architettura con delle acrobazie sonore improvvisative. Entrambe le serate prevedono, infine, la proiezione del docu-film Andrej Tarkovskij: Un poeta nel Cinema,della regista Donatella Baglivo.

 –    Helga Marsala

“Siderare”
Forte Portuense – Via Portuense 547, Roma
17 luglio 2014: dalle 19:30 alle 23:30
18 luglio 2014: dalle 19:30 alle 22
19  2014: dalle 18 alle 20
26 settembre 2014. dalle 11:30 alle 18
Ideato da: Fondazione VOLUME!
Organizzazione: CROSSWISE!
Direzione artistica: Silvia Marsano
Informazioni e prenotazioni: tel 06-6892431 – [email protected]
www.fondazionevolume.com

 

 

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.