Obama incorona James Turrell con la National Medal of Arts, premio con cui gli Stati Uniti riconoscono i loro artisti più importanti

È giustamente considerato come un premio alla carriera, ma nel caso di James Turrell suona come particolarmente simbolico. Perché arriva a quarant’anni esatti dall’avvio del suo progetto più ambizioso, il capolavoro della Land Art avviato manipolando gentilmente il Roden Crater, tesoro geologico del deserto dell’Arizona, trasformato in gigantesco oggetto d’arte. L’artista californiano è tra i […]

James Turrell

È giustamente considerato come un premio alla carriera, ma nel caso di James Turrell suona come particolarmente simbolico. Perché arriva a quarant’anni esatti dall’avvio del suo progetto più ambizioso, il capolavoro della Land Art avviato manipolando gentilmente il Roden Crater, tesoro geologico del deserto dell’Arizona, trasformato in gigantesco oggetto d’arte. L’artista californiano è tra i fortunati che riceveranno lunedì 28 luglio, direttamente dalle mani del presidente USA Barack Obama, la National Medal of Arts: il riconoscimento, istituito esattamente trent’anni fa, che celebra i massimi rappresentanti della cultura americana nel campo dei più diversi linguaggi artistici. Turrell (in mostra in Italia, a Villa Panza, fino al prossimo novembre) vede il proprio nome scritto in una hall of fame che contempla tra gli altri Louise Bourgeois e Georgia O’Keeffee, Louise Nevelson e Willem de Kooning, oltre ai padri nobili della Pop Art: Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Claes Oldenburg.
Alla cerimonia di consegna, prevista nella East Room della Casa Bianca, anche chi si è distinto in altri ambiti della creatività: le scrittrici Maxine Hong Kingston e Julia Alvarez, la mecenate Joan Harris, il compositore di Broadway John Kander e il coreografo Bill T. Jones, il capo della DreamWorks Jeffrey Katzenberg, il documentarista Albert Maysles, la cantante Linda Ronstadt, gli architetti Billie Tsien e Todd Williams, la Brooklyn Academy of Music.
A determinare le nomine una giuria presieduta da Jane Chu, confermata poche settimane fa alla guida del National Endowment for the Arts, l’agenzia federale che si occupa di erogare e verificare il corretto investimento dei fondi pubblici destinati alla cultura. Un ruolo che ha ottenuto dopo essere stata l’artefice, a metà Anni Zero, della straordinaria raccolta fondi che ha permesso di trovare i 413 milioni di dollari necessari a costruire e aprire il Kauffman Center for the Performing Arts di Kansas City.

– Francesco Sala

CONDIVIDI
Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.