Nuova sede a Londra per la Galleria Cardi. Inaugurazione a ottobre, durante settimana di Frieze, in una townhouse di Mayfair

Arte italiana anni Sessanta, Gruppo Zero tedesco, Minimalismo americano. No, non è l’indice dei primi capitoli di un bignami di arte contemporanea: è il programma di una nuova galleria che approda a Londra nell’universo Mayfair, in quel distretto galleristico che nel tempo è cresciuto con nomi del calibro di Victoria Miro, White Cube, David Zwirner, […]

Arte italiana anni Sessanta, Gruppo Zero tedesco, Minimalismo americano. No, non è l’indice dei primi capitoli di un bignami di arte contemporanea: è il programma di una nuova galleria che approda a Londra nell’universo Mayfair, in quel distretto galleristico che nel tempo è cresciuto con nomi del calibro di Victoria Miro, White Cube, David Zwirner, Hauser & Wirth, Sprüth Magers, Gagosian.
E non parliamo di un nome qualsiasi: parliamo di Cardi Gallery, nata dalla fusione della storica Galleria Cardi e della Cardi Black Box, che per la sua branche oltremanica sceglie dunque proprio Mayfair, smentendo qualche voce di crisi del quartiere causa affitti troppo alti, che serpeggiava negli ultimi mesi. Ancora avvolti dal riserbo i dettagli del nuovo spazio, che si affiancherà alla sede di Corso di Porta Nuova 38 di Milano e allo spazio espositivo a Pietrasanta: si sa soltanto che avrà sede in una prestigiosa townhouse nel centro del quartiere, e che aprirà a ottobre durante settimana di Frieze.
Siamo felici di questo raggiungimento frutto di grandi sforzi di tutto lo staff di lavoro”, ha dichiarato l’amministratore delegato Nicolo Cardi, “aprire a Londra con un progetto solido e serio è una necessità, a cui seguiranno altri investimenti di internazionalizzazione a breve. Da italiani siamo orgogliosi di rappresentare, e difendere sul mercato, l’arte italiana anni ’60 e ’70 che è stata, ed è ancora tutt’oggi, grande fonte d’ispirazione per giovani talenti”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.